Torino e Cannes festeggiano i dieci anni del loro patto d’amicizia con una mostra inedita esposta al Museo del cinema del capoluogo piemontese. L’aula del tempio della Mole Antonelliana, cuore del museo, ospiterà per tutta l’estate la mostra Cannes Cinèma, 50 anni di Festival nella collezione Traverso. Originari di Tenda, la famiglia Traverso si trasferisce a Cannes nel 1850. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, il capostipite Auguste Traverso decide di trasformare la sua passione per le foto in un lavoro vero e proprio. Da allora, quattro generazioni di fotografi si sono succeduti nella famiglia ed hanno raccolto un patrimonio davvero inestimabile, che conta oltre 100 mila foto scattate nell’arco dei 50 festival di Cannes. Tutta la famiglia è coinvolta nell’impresa familiare, ma è soprattutto Henri, il nipote di Auguste, ad immortalare i ricordi più significativi, quelli che testimoniano come, a partire dal 1950, Cannes sia diventata la città sofisticata e da sogno che tutti conosciamo, con i party sontuosi e le star internazionali riunite sullo sfondo della Croisette. L’apertura degli archivi Traverso, in cui sono stati custoditi gelosamente per anni foto inedite come quelle di Elizabeth Taylor insieme a Mike Todd il suo terzo marito nonché produttore cinematografico o quelle che hanno immortalato per sempre la bellezza di una giovanissima Sophia Loren, sono stati aperti al pubblico per volontà di Gilles Traverso, pronipote di Auguste, che continua a mandare avanti il tradizionale lavoro di famiglia.
In contemporanea alla mostra dei Traverso, sulla cancellata in ferro battuto che circonda la scultura architettonica di Antonelli verranno esposte 30 immagini di grande formato che ripercorrono i momenti più significativi della storia della prima sede espositiva del Museo del Cinema di Torino, Palazzo Chiablese (1958-1984), e della vita della sua fondatrice, Maria Adriana Prolo. L’esposizione esterna, intitolata C’era una volta, è accompagnata dalla pubblicazione del volume omonimo a cura di Lorenzo Ventavoli, contenente testimonianze e immagini sulla storia del museo, e dell’edizione DVD del film Occhi che videro (1989), ritratto affettuoso della sua fondatrice. (Valeria Tarallo)
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