Lorenzo Castore a Roma con “Notebook”. Quaranta scatti di vita “normale”

«La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento». Con queste parole Henry Cartier – Bresson sintetizzava l’attitudine [...]


«La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento». Con queste parole Henry Cartier – Bresson sintetizzava l’attitudine del mezzo fotografico nei confronti della realtà. Una foto ben riuscita, che sia arte concettuale o documento storico, deve catturare nell’attimo un significato universale. A Roma, presso la “S.T. foto libreria galleria” di via degli Ombrellari, il 25 giugno alle 19, sarà inaugurata un’inedita mostra fotografica di Lorenzo Castore, concepita come il diario degli ultimi mesi dell’artista, con un significato che non si esaurisce nell’evidente resoconto autereferenziale. Nelle intenzioni di Castore i 40 scatti in bianco e nero di “Notebook”, questo il titolo della raccolta, vorrebbero dare spazio all’immaginazione di chi le guarda. “Vorrei – ha dichiarato il fotografo – che ognuno ci si potesse sentire vicino, prossimo, che guardandole possa venire in mente di dire: anch’io mi sono sentito così, so di che cosa stai parlando…”. In queste fotografie Castore rivela la sua celebre capacità di registrare non tanto gli animali, le persone, i muri, le strade, le nuvole e tutto ciò che ha incontrato nell’ultimo periodo della sua vita, quanto l’emozione scaturita e legata alla percezione della realtà. Questa volta l’autore ha cercato di focalizzare i legami sentimentali che lo legano ad un gruppo d’amici, parenti e semplici sconosciuti, creando una famiglia elettiva con cui condividere viaggi, concerti o la stessa visione del mondo. Una famiglia che si estende, grazie alla potenza evocativa dell’immagine fotografica, anche ai fruitori. (Valeria Tarallo)




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