Il basso elettrico: quando la storia della musica cambiò. La mostra di Eucharren a Roma
Un’invenzione che ha cambiato la musica quella del basso elettrico. E’ il 1951 e grazie a Leo Fender viene proposto il primo strumento del genere, il Precision bass, oggetto ormai entrato nel mito. Sono passati 58 anni da allora e il basso ha intanto contributo a costruire un ampio pezzo di storia musicale.
Senza il basso elettrico nemmeno il rock esisterebbe ed è tutto dire. Infatti da ingombrante strumento complementare e grazie a questa trasformazione, il basso diventa ad un tratto protagonista assoluto, strumento capace di stravolgere la concezione stessa della band e finisce col diventare l’indispensabile sostegno alla batteria infondendo al sound potenza e ritmi giusti. Per raccontare storia e suggestioni legate al basso elettrico, da oggi tra il Foyer Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma e le salette di AuditoriumArte è allestita la mostra “Pablo Echaurren. L’invenzione del basso”. Echaurren (che è pittore, illustratore, ceramista, mosaicista…insomma artista a tutto campo) è artefice di una doppia proposta che parte con l’esposizione dei suoi bassi, una raccolta di una trentina di pezzi storici non privi di fascino, e che si completa col racconto di questa sua passione musicale attraverso una decina di tele che mettono appunto in comunicazione musica e pittura.
In effetti la storia del basso, pur essendo abbastanza breve è di tutto interesse. Dagli anni Sessanta a oggi una grande varietà di fogge si sono inseguite sulle scene internazionali per un percorso che è insieme estetico e musicale nel quale l’Italia si ritaglia un ruolo rilevante grazie a marchi come Fender, Gibson, Rickenbacker, Gretsch, Hagstrom, Framus, Hofner, Vox, Eko, Wandrè. (AD)
Auditorium Parco della Musica
viale Pietro de Coubertin, 30 – Roma
Ingresso libero
(nella foto il Precision bass di Leo Fender)
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