Con un buon successo di pubblico e sull’onda di un soddisfacente successo mediatico continua il viaggio di Casa Bonomi, la mostra un po’ evento ed un po’ laboratorio di confronti che da metà maggio è allestita al civico 14 di via Cesare Correnti, a Milano, in un settecentesco palazzo destinato da MG-Art a proposte culturali di ampio respiro. Oltre alla pura e semplice esposizione, la personale di Corrado Bonomi è un momento destinato ad aprirsi all’esperienza d’arte. Non a caso, infatti, nelle prossime settimane sono previsti momenti diversi di confronto, come incontri dedicati ai blogger o alle classi dell’accademia di Brera. Prima però, l’agenda propone una serata culturale dalle connotazioni del tutto particolari. E’ la serata delle Figurine dell’Arte, in programma per mercoledì 10 e che per sua stessa natura può essere destinata solo ad un gruppo ristretto di persone. Per le sue valenze e per gli spunti che offre l’esperimento va comunque raccontato. Già predisposta nel 2001 a Torino, la serata è una performance dalle regole semplici.
Gli ingredienti:
Alcuni album di figurine dell’arte intonsi.
Mazzi di figurine incompleti.
Buona volontà.
Ogni persona avrà in dotazione un album ed un mazzo di figurine. Lo scopo sarà quello di terminare tutto l’album affinché Corrado Bonomi – autore di album e di figurine – possa procedere a firmarlo così da renderlo in tutto e per tutto un’opera d’arte. Un solo inconveniente attende il collezionista (o l’incauto partecipante) sulla strada del successo: le figurine in dotazione non completano l’album. E così i tasselli mancanti andranno ricercati tra gli altri partecipanti. Nei loro mazzi. Nelle loro tasche ripiene. Nessuno può assicurare, tuttavia, che gli altri concorrenti vogliano liberarsene senza una adeguata cauzione. Forse perché pigri o invidiosi. O forse perché quella stessa figurina serve loro per completare l’album. Sono permessi baratti, vendite, furti (non sono permessi atti di violenza o omicidi…).
A quanto si può arrivare per entrare in possesso di un’opera d’arte?
Quanto oltre spingersi?
Questa è evidentemente una performance contro il feticcio. Contro il possesso dell’opera a svantaggio della sua comprensione. Contro il collezionismo becero e finanziario. Chi lo comprende non dovrà, necessariamente, completare l’album. Possederà già l’opera, nel suo animo, mediante il suo encefalo.
Appuntamento su Daring per gli aggiornamenti sulla serata delle Figurine dell’Arte.
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