Il tavolino di Bruno Vespa e altri oggetti del disobbediente Iacchetti al Museo del design di Milano
Gli oggetti disobbedienti di Giulio Iacchetti in mostra nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum di Milano.
Iacchetti definisce “disobbedienti” gli oggetti selezionati per la mostra, attribuendo loro un valore emblematico rispetto al corpus complessivo della sua produzione, che spazia da sedie a coltelli, da vasi a lampade, da rubinetti a divani e persino biscotti.
Nei suoi progetti Iacchetti lavora sempre sulla necessità di ampliare e rafforzare i processi di democratizzazione del design, in uno scambio dialettico fra cultura e mercato.
Iacchetti, artista concettuale, lavora infatti sulle idee, poi sui progetti, ne cattura lo spirito del tempo e ne analizza le contraddizioni, creando oggetti capaci di essere generatori di senso e suggerendo scarti, cortocircuiti, contrasti. Non a caso gli oggetti “disobbedienti” riescono anche a lanciare feroci provocazioni (come lo spremiagrumi St. Peter Squeezer o il tavolino da caffè Vespa table il cui piede è una pila di libri di Bruno Vespa- nella foto -), altre volte mettono in discussione la forma del mondo così com’è (come il mappamondo Odnom e la panchina – tettoia – rifugio Flexible Bench).
La “disobbedienza” del designer è contraddistinta da una natura ironica e consapevole della necessità di dotarsi di nuovi alfabeti, come dimostrato nel progetto Clay Font ricavato da un’originale operazione di lettering sulla forma del mattone forato.
“Anche attraverso il design è possibile insinuare dubbi” sostiene Giulio Iacchetti. “Il dubbio appartiene alla tensione che guida il mio approccio al progetto: proporre un pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma di lingotto. Un piccolo oggetto d’uso quotidiano capace di suggerire l’idea che l’acqua è preziosa come l’oro, oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietà delle risorse alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo. Questi oggetti non cambieranno le sorti del pianeta, ma sono pur sempre portatori di un valore immateriale che trascende la mera oggettualità”. (V.F)
Giulio Iacchetti Oggetti Disobbedienti
Fino al 28 giugno 2009
Triennale Design Museum
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