Da Harry Potter al piercing, passando per I-pod, Che Guevara e You Tube: Maffesoli racconta le icone contemporanee

«Si dice che siano i sogni a far crescere i bambini. Non solo quelli del resto. Di certo i miti, cristallizzazione dei sogni collettivi, permettono a una società di essere quel che è». Lo asserisce Michel Maffesoli, anticonformista sociologo di fama internazionale nella sua ultima fatica “Icone d’oggi”, dizionario minimo sui miti contemporanei recentemente uscito per le edizioni Sellerio. Il tema, in verità non è originale, già Roland Barthes cinquant’anni fa aveva “catalogato” i miti della sua epoca per raccontare una società – che oggi appare quanto mai distante- , fatta di astrologia, di cinema, di Citroén e di Tour de France. L’aggiornamento dell’elenco curato da Maffesoli, che oltre ad essere artefice della «sociologia del quotidiano» è anche il teorico del neo-tribalismo, afferma un nuovo modo di guardare ai lati banali di quella che una volta si chiamava cultura di massa: «lo sviluppo tecnologico sta dando vita a una fruttuosa sinergiadice – con il ritorno all’arcaico, con l’esplosione dell’immaginario». Per dirla in altri termini: attraverso il mare senza fondo della Rete, sono riemerse con prepotenza icone in arrivo dal passato remoto, gli idoli, le immagini archetipiche. Fattori che rientrano il possesso del loro ruolo, ovvero quello di tenere assieme le tribù, i gruppi sociali.  E scacciate le narrazioni razionali con cui il ‘900 pretendeva di sostituire il mito, ecco che Maffesoli teorizza un “reincanto” del Mondo, un ritorno alla sfera emozionale. E poco importa la differenza tra virtualità e reale, nel  catalogo c’è posto per tutto: ci sono Zinedine Zidane e la barba di tre giorni, i tatuaggi, i piercing e i loft, ci sono Google, You tube, Che Guevara ed anche Herme’s, c’è l’I-pod, c’è il Grande fratello ed anche Harry Potter a soddisfare un redivivo bisogno di magia.

E’ davvero questa la società contemporanea? E davvero abbiamo perso la capacità di discernere tra strumento e valore? <<I miti oggiafferma Maffesoli - , senza essere lumi, sono scintillamenti che indicano un cammino, individuale e collettivo. Anche della parte in ombra dell’essere umano».

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