Angeli e demoni: più se ne parla male e più incassa. Ma gli inglesi scelgono il thriller made in Bologna

“Angeli e Demoni” continua a dominare saldamente la classifica dei film più visti, in Italia e non solo. Come già accaduto per “Il codice da Vinci”, (superfluo a dirsi, ma lo ripetiamo per dovere di cronaca – anche questo firmato da Ron Havard sulla sceneggiatura tratta dall’omonimo best seller di Dan Brown), all’entusiasmo del botteghino non si accompagnano buone critiche: il film è tedioso e deludente, l’intreccio improbabile, la solita americanata, dal regista ci si aspettava di più ed anche dall’interpretazione di Tom Hanks. Più o meno questo il tono dei commenti. Ma gli affari sono affari e sull’onda del successo, ecco che a Roma per 56 euro vi accompagnano in un tour guidato lungo le strade che fanno da sfondo alla vicenda, le prenotazioni anche on line.  Vicenda che prende le mosse nel cuore della Roma barocca. Tra intrighi politici e trame tessute dall’Inquisizione, nasce una delle società segrete più influenti della storia: gli Illuminati. Ne fanno parte anche Gian Lorenzo Bernini e Galileo Galilei, due Maestri della setta che nascondono nella Città eterna indizi che, una volta decifrati, condurranno ad un covo segreto.

Non c’è che dire, siano gradite o meno le trame di Dan Brown, allo scrittore bisogna riconoscere il merito di aver dato vita e ossigeno ad un filone narrativo, tant’è che con l’uscita del film tratto da “Angeli e demoni”, anche il romanzo è tornato a riaffacciarsi nelle classifiche  di mezzo mondo. E tornano anche le critiche. Boyd Tonkin, uno dei più influenti critici letterari britannici – ad esempio – agli appassionati del genere consiglia di gran lunga “Q”, volume edito da Einaudi e pubblicato dal misterioso Luther Blissett che altro non sarebbe che un gruppo  bolognese dedito – anche – a particolari forme di contestazione. Ecco cosa Tonkin ha scritto sull’Independent

«Ben prima che che Il Codice da Vinci rendesse il timido professore del New England un Godzilla delle librerie, autori di gran lunga superiori a Brown hanno brevettato la ricetta per intrighi attraverso le frontiere, segreti lungamente sepolti e cospirazioni ad alto livello che fanno perno su qualche chiave segreta per comprendere il passato e controllare il presente». E prosegue «Dal punto di vista dell’ingegnosità che fa girare le pagine unita al peso della Storia e ai muscoli narrativi,  nessuna recente epica cospiratoria si avvicina a Q di Luther Blissett, una cavalcata a rotta di collo nella Riforma. In questo caso, la Storia sullo sfondo del libro sorpassa in improbabilità qualsiasi cosa abbia luogo sulla pagina».

Continua Tonkin: «Dietro il nome Luther Blissett, un tributo a un calciatore del Watford ingiuriato per motivi razziali mentre giocava nel Milan, c’era un quartetto di anarchici bolognesi con il gusto per gli scherzi culturali .Per ragioni ancora misteriose si dettero alla narrativa storica sovversiva -  e con grandissimo successo.

Cambiando il loro nome in Wu Ming il collettivo fece seguire “Q” a 54, che metteva argutamente insieme un’intricata trama da Guerra Fredda con Cary Grant e il Maresciallo Tito. A luglio pubblicheranno in Gran Bretagna un’altro romanzo storico pirotecnico, Manituana, che promette una Storia alternativa alla Rivoluzione americana incentrata sugli Indiani».

Conclude Tonkin: «Perché attendere una sbornia pericolosa per lo stomaco con Brown (Il suo nuovo romanzo, ndr) quando sul tavolo ci sono già queste gustose e generose dosi di salsa bolognese?» Molto apprezzato da autori del calibro di Carlo Lucarelli, “Q” è un romanzo sullo scontro ed il rimescolarsi tra Bene e Male. Due figure enigmatiche sovrastano il gioco: Q, una spia che tradisce i suoi compagni di lotta, e il Sopravvissuto, personaggio disincantato e animato da pulsioni molto terrestri. In quanto al nuovo libro di Brown che secondo il critico inglese potrebbe mettere in pericolo lo stomaco, attendiamo, ma senza alcuna ansia. (a cura di Antonella Durazzo)

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