Un sogno firmato Yoko Ono attraversa l’Italia

Un’estate col sogno, anche per chi resta in città, in una periferia di cemento così come negli spazi che non riescono a liberare il pensiero. Sogno – dream – , parola con un senso preciso ma infinite connotazioni. Sogno collettivo, sogno umano, sogno notturno e sogno personale, sogno ad occhi aperti, sogno infantile, sogno piccolo e grande sogno, sogno che non si sa se il desiderio sia la stessa cosa. Anche i cani sognano, tutti sognano, tranne certi uomini.

Da oggi e per tutta l’estate sogno, dream, con tutte le sue infinite connotazioni sarà una parola scritta sul muro: la ritroveremo sui billboard delle grandi città, sui muri delle strade di periferia, sui palazzi dei centri storici, sui ponti e alle fermate degli autobus di Milano, Roma, Venezia, Bologna, Mestre, Padova e Verona. Parola scritta su centinaia di manifesti, ma anche tra le pagine delle riviste e sulle home dei blog. A sceglierla è stata Yoko Ono, è lei, infatti, la prima interprete de “In una parola”, progetto a cura di Fuoribiennale e Archivio Bonotto con R’evolution Life, che chiede a grandi esponenti del mondo dell’arte, della musica, della moda, della letteratura e dell’architettura di ”autografare” un manifesto con una parola su fondo bianco. La signora Ono – Lennon (ci è ancora impossibile slegare il personaggio dal suo passato marito John) vuole, in un momento di assoluta incertezza, condensare tutte le positive visioni collegate alla parola dream. Parola che non è accompagnata da loghi e sponsor, ma che, semplicemente, spuntando nuda dalla marea di stimoli che ci colpiscono le retine quotidianamente proverà ad evocare domande e suggestioni, lasciando spazio alle interpretazioni di ciascuno. Oltre il progetto “In una parola” in questo periodo Yoko Ono in Italia è più che mai presente, il 6 giugno, con John Baldessari riceverà durante l’inaugurazione della Biennale d’arte, il Leone d’Oro alla carriera, intanto al palazzetto Tito, a Venezia, in questi giorni è stata inaugurata la mostra “Anton’s memory” con la quale la pioniera dell’arte concettuale “racconta” la “vita di una donna vista attraverso gli occhi del figlio.

Tra le opere in mostra – composizioni sonore, film, sculture, disegni, dipinti e la documentazione di “Cut piece”, performance realizzata una prima volta nel 1964 dove l’artista permetteva al pubblico di tagliarle l’abito che indossava, in un crescente momento di trasgressione. Accanto alla versione originale, anche una recente, dove si mostra la medesima donna matura. (AD)

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2 commenti per “Un sogno firmato Yoko Ono attraversa l’Italia”

  • [...] Per tutto il mese di gennaio, grazie all’inizativa di Media Show, una società di Las Vegas che possiede circa la metà dei “visori pubblicitari” che adornano i tetti dei taxi di New York, invece che modelle in jeans e campagne di compagnie aeree si potranno vedere scorrere opere d’arte contemporanea di Shirin Neshat, Alex Katz e Yoko Ono. [...]

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