Verso la Biennale: piccole istruzioni d’uso

Si avvicina a lunghi passi la 53ma Esposizione internazionale d’Arte di Venezia, al via il 7 giugno.  “Fare mondi”, questo il titolo dato alla rassegna [...]

Si avvicina a lunghi passi la 53ma Esposizione internazionale d’Arte di Venezia, al via il 7 giugno.  “Fare mondi”, questo il titolo dato alla rassegna 2009 diretta da Daniel Birnbaum, porterà nella città lagunare oltre 90 artisti, 77 partecipazioni nazionali  e un elenco di ben 44 eventi collaterali organizzati spesso da enti e istituzioni internazionali e ciascuno dei quali meriterebbe un approfondimento a sé. Muoversi agevolmente  in questo mare di proposte è in effetti improbabile, il rischio che corre il visitatore “affamato d’arte” è quello di voler vedere troppo e rischiare perciò di perdere molto. Un consiglio? Ricordarsi che l’esposizione rimarrà aperta fino al 22 novembre, e magari regalarsi un ritorno settembrino alla scoperta di quanto lasciato indietro.  Daring, intanto, proverà a dipanare (per quanto possibile) la matassa.

E partiamo proprio dagli eventi collaterali.

Dell’Omaggio a Pietro Cascella abbiamo già ragguagliato, lo stesso dicesi della mostra di Galliani in Sant’Apollonia.  Ci sarà spazio e tempo per citare altre mostre al margine della Biennale, intanto ricordiamo quella dedicata al vetro artistico veneziano – tra le ultime ad essere inserita – che avrà luogo al Padiglione Venezia, organizzata dalla Regione del Veneto, intitolata … “Fa come natura face in foco” e curata da Ferruccio Franzoia. Tra le novità più interessanti, la riapertura dopo 10 anni nell’Ala Pastor del Palazzo delle Esposizioni di una prima parte della biblioteca dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), con libri, cataloghi, periodici relativi alle arti visive e alla storia della Biennale Arte. Sarà questo il punto attorno al quale graviteranno i vari Padiglioni nazionali collocati ai Giardini. E ancora, aprirà completamente rinnovata la sede storica della Biennale, Ca’ Giustinian (a San Marco), che sarà una “casa aperta” alla cittadinanza.

I PADIGLIONI NAZIONALI

I Giardini, l’Arsenale e il centro storico di Venezia, le tre location che ospiteranno le 77 Partecipazioni nazionali. Un numero che batte il già alto record dell’edizione precedente. Anche del Padiglione Italia, diventato quest’anno Palazzo delle Esposizioni della Biennale, abbiamo già parlato in precedenza, ma altre mostre nazionali promettono – almeno al momento – di suscitare vivo interesse.  Ad esempio lo spazio di Israele con le opere di Raffi Lavie, artista  morto l’anno scorso per un cancro (ma non ha ricevuto il funerale poiché il suo corpo è stato donato all’Università di Tel Aviv) che propone una pittura che può ricordare Cy Twombly. Aspettative anche dal padiglione ungherese, una denuncia contro la xenofobia per l’intervento “Col Tempo – Il progetto W. ” di Péter Forgács. Ideato da Alvar Aalto, e per questo merita già una visita,  il padiglione della Finlandia presenta “Fire & Rescue Museum” di Jussi Kivi. Notoriamente portatori di idee accattivanti, gli olandesi presenteranno invece  il progetto “Disorient” dell’artista [Fiona Tan][19].

Destinato a far parlare molto l’intervento del Belgio, affidato a Jef Geys. Il progetto si presenta come un’indagine interdisciplinare alla quale si aggiunge una edizione speciale del Kempens Informatieblad, il bollettino d’informazione dell’autore che è solito redigere in occasione di ogni sua mostra. Pare che la Biennale Jef Geys avesse intenzione di  far stampare 150 000 esemplari commestibili del bollettino per distribuirli a Venezia, nell’intento di concretizzare letteralmente il paradigma per cui Conoscenza è nutrimento  e affermare che “i rifiuti sono fonte di cibo”, così come sostiene il movimento “cradle to cradle” per promuovere l’applicazione di processi biodegradabili ai metodi di produzione. Tuttavia, la tecnologia non è ancora in grado di realizzare un giornale commestibile e l’idea di Geys resta solo una suggestiva intenzione.

Ed ora un salto al padiglione spagnolo che presenterà Miquel Barceló. L’artista dopo le polemiche suscitate dal suo intervento per la sede dell’Onu a Ginevra, manie tiene il più stretto riserbo sulla proposta veneziana. Sarà un’operazione di marketing? Un lavoro dedicato a svelare i meccanismi che sono dietro alla produzione del film hollywoodiani è invece la proposta che arriva dal Canada, affidata al filmmaker Mark Lewis che dimostra il crollo definitivo del diaframma che separa un’arte dall’altra. E grazie ad una partecipazione che si estende dalla vecchia Europa all’Australia, dalla Russia all’Africa (tra le nazioni c’è anche il Gabon) all’Oriente ( Taiwan, Hong Kong) passando per il Sudamerica, per il solo fatto di esistere la Biennale ricorda una succursale dell’Onu, dove c’è posto anche per popolazioni senza stato, come Curdi e Palestinesi.  Bella l’idea che tutto ciò possa tornare utile a promuovere il dialogo tra i popoli.

La vernice della 53ma Esposizione avrà luogo il 4, 5 e 6 giugno. La cerimonia di inaugurazione e di premiazione è in programma per sabato 6 giugno ai Giardini, con la consegna dei premi ufficiali assegnati dalla giuria internazionale.  Saranno inoltre consegnati due Leoni d’oro alla carriera agli artisti Yoko Ono e John Baldessari. La conferenza stampa di presentazione avrà luogo giovedì 4 giugno. Ritorneremo sull’argomento (AD)

[19]:http:// www.fionatanvenice.nl

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