Cortazar, presto una raccolta d’inenditi. Intanto ecco un breve racconto
Il 23 dicembre del 2006 Carles Alvares Garriga, esperto filosofo cortazariano, riceve una telefonata inaspettata, che ancora oggi ricorda come “un episodio irripetibile”. Dall’altra parte della cornetta c’è Aurora Bernardez, vedova ed erede di Julio Cortàzar, il rivoluzionario scrittore argentino, morto nel febbraio del 1984. “Ho un archivio di Julio che vorrei mostrarti” dice a Garriga, che subito si precipita da lei. L’archivio si rivela essere una cassapanca straboccante di scritti di Cortazar, molti dei quali inediti. Garriga coglie la palla al balzo e insieme alla Bernardez cura per ben tre anni le Carte inattese (Papeles Inesperados), un libro che raccoglie parte di quell’archivio e che sta per essere pubblicato in Argentina e in Spagna. L’annuncio ufficiale è stato dato giovedì scorso dalle colonne del quotidiano spagnolo “El Pais”. Dopo il debutto in patria, quello che forse sarà l’ultimo inedito postumo del Cronopio Mayor, arriverà anche nelle nostre case editrici. Il ritrovamento consta di undici racconti; un capitolo inedito del “Libro de Manuel” (1973), l’unico mai tradotto in italiano; undici nuovi episodi incentrati sul personaggio già protagonista di “Un tal Lucas”; quattro auto-interviste e tre poesie. Carles Alvare Garriga non ha dubbi: “Soprattutto per i lettori che hanno amato Cortàzar questo libro sarà una meraviglia da scoprire”. In questi scritti riprendono forma le due anime dello scrittore argentino: quella politica e rivoluzionaria e quella fantastica, iperreale, quasi surrealista. Si tratta di un’ultima celebrazione della wunderkammer cortazariana: storie in cui aleggia un fantasma, espulso o taciuto; al suo posto c’è il vuoto, l’incomprensione e la paura. Anche in queste opere inattese, Cortàzar ribadisce il forte sentimento che prova per il non esserci del tutto. «Non esserci del tutto in una qualsiasi delle strutture, delle ragnatele che prepara la vita e in cui siamo alternativamente ragno e mosca» diceva «scrivo per deriva, per dislocamento, scrivo da un interstizio».
Il racconto che segue, tradotto dalla lingua originale fa parte dell’ultimo tesoro ritrovato cortazariano. Il protagonista un rappresentante dei Cronopios, personaggi che insieme ai Famas, nel 1962, ha permesso a Cortàzar di adottare una vena più ironica nei suoi scritti e con cui ha catturato le attenzioni di Italo Calvino e dell’Einaudi. Potrebbe essere considerato un piccolo trattato di semiotica: ancora una volta Cortazàr riflette sui simboli, in particolare quelli del potere, e sul loro vuoto significato.
Viabilità
Un povero cronopio procede con la sua automobile, quando, arrivato ad un incrocio, gli cedono i freni e va ad urtare contro un’altra auto. Un vigile si avvicina con aria minacciosa e tira fuori il libretto per le multe, quello con la copertina azzurra.
“Non sa guidare?!” grida il vigile.
Il cronopio lo guarda un attimo e poi gli chiede:
“E lei chi è?”.
Il vigile diventa rigido e getta un’occhiata alla sua uniforme pensando che sia impossibile sbagliarsi.
“Come chi sono?Non lo vede?”.
“Io vedo l’uniforme di un vigile – spiega afflitto il cronopio –Lei sta dentro l’uniforme però quell’uniforme non mi dice chi è lei?”.
Il vigile alza un braccio come se volesse colpirlo, ma in una mano ha la matita e nell’altra il libretto per le multe, così non lo picchia e se ne va più avanti a prendere il numero di targa. Il cronopio è molto triste e vorrebbe non aver fatto l’incidente, adesso continueranno a fargli domande a cui lui non potrà rispondere perché non sa chi gliele sta facendo e fra sconosciuti non ci si può capire.
(a cura di Valeria Tarallo)
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