Tendenze: nell’America di Obama gentilezza è la parola d’ordine

L’uso della parola “idiota” nei blog americani è diminuita in sei mesi di circa il 50 per cento (secondo  BlogPulse, un servizio di Nielsen che traccia i dati on line) ed incredibile a dirsi, ma non tanto, anche questo sarebbe effetto della crisi.

Altro che politically correct, negli States, crollati i cinici miti di Wall Street,  si è arrivati a vere e proprie moine, giuramenti di gentilezza, carinerie e faccine sorridenti in ogni dove: dal cinema, alla pubblicità passando per la blogosfera e i social network, persino nei ristoranti per vip, adesso si saluta con garbo anche il cliente più comune.

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E’ quanto sostiene un ampio articolo pubblicato nei giorni scorsi dal New York Times che documenta la tendenza con numerosi interventi. Andiamo con ordine. Il primo segnale di quest’ondata di carineria diffusa sarebbe data dal successo al botteghino di commedie come “I love you, man”. Nello specifico il protagonista, l’attore Paul Rudd, è una persona particolarmente amabile. Il film al 22 di maggio aveva incassato già 70 milioni di dollari. Rimanendo nello show, ultima stella apparsa nel firmamento americano sarebbe un dolcissimo cantante tutto garbo, Kris Allen proveniente da una piccola città dell’Arkansas. Nei giorni scorsi ha vinto l’edizione 2009 di American Idol con il record assoluto di 100milioni di televoti. “Siamo in un’epoca di gentilezza”, ha affermato al NYT Eric Wilson, professore inglese nonché autore di “Contro la felicità: elogio alla malinconia” che cita come avatar di tanta “graziosità” nientemeno che l’amministrazione Obama. Il presidente, non a caso è stato fortemente criticato per essere stato troppo soft con i leader di alcuni regimi repressivi.

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“Non è più una scintilla, la gentilezza è una realtà”, ha detto al quotidiano newyorchese Graceann Bennett, il direttore della pianificazione strategica dell’agenzia di pubblicità Ogilvy & Mather. Sostenendo che la campagna pubblicitaria sardonica è un residuo di quando l’economia andava bene. E così, trovandosi a dover pubblicizzare un nuovo dolcificante, Ogilvy ha mostrato due tumuli di polvere bianca a suggerire seni femminili, accompagnati dalla proposta di slogan : “La differenza tra quelli reali e quelli falsi è ovvia.” I titolari del dolcificante hanno però respinto la campagna, temendo di offendere le donne portatrici di protesi mammarie. Che aggiungere? de

Che anche la Pepsi, nota per le sue campagne più “alternative” rispetto alla più materna Coca Cola, sembra essersi riconvertita, tant’è che nel nuovo logo proposto c’è chi vedrebbe la stilizzazione di una faccina sorridente.

Ed anche la rete abbraccia la positività. Riportiamo qualche esempio: su Twitter, ogni utente che inserisca una fotografia è salutato con un messaggio che dice “Questa è una bella foto!”. Skype, il servizio di telefonia Internet, saluta gli utenti con atmosfere lievi e mentre nei siti dedicati alla politica le invettive sono ancora ampiamente diffuse, nella blogosfera si diffonde un universo parallelo di gente che offre incoraggiamento e sostegno per ogni  situazione. as OperationNice.com, ad esempio, riprende solo notizie di buone azioni e chiede ai blogger a prestare giuramento di gentilezza. Il blog è stato creato 10 mesi fa da Melissa Morris Ivone, con lo scopo di creare un’oasi di buone maniere nel web. Sta di fatto che molti blogger hanno ripreso il suo giuramento. Ne è nata una sorta di operazione gentilezza con tanto di marchio di garanzia e pagine su Facebook. Marchio che potrebbe rivaleggiare – avanza il Nyt – con l’originale logo di smiley, che ha acquistato popolarità negli anni ’70, in un periodo di acuta divisione sociale e minacce di guerra. La gente rispose con un sorriso e nel 1971, oltre 50 milioni di smiley- pulsanti furono venduti. fd Intanto a New York la discoteca del momento è il Santos Party House, in Lafayette Street che ha adottato una politica della porta aperta la cui espressione più vivida è rappresentata da scritte del tipo “Grazie per la festa!” e “Hai una bella faccia! ” Anche i libri sull’argomento vanno forte, come quello di Linda Kaplan Thaler, autrice de “Il potere del garbo. Come conquistare il mondo delle imprese con gentilezza.” Dove tra le altre cose sostiene che la gentilezza non solo aiuta la salute (la pressione ad esempio scende a livelli più bassi) ma oggi, in piena crisi, diventa un vantaggio competitivo. Eppure non tutti sono d’accordo, l’articolo del New York Times si conclude con la dichiarazione del professor Wilson: “Tutta questa indebita gentilezza – dice – produce onnipresente e forse pericolosa mediocrità.” Nota finale: nessun timore, tutto questo accade in America, da noi c’è ancora tempo…(a cura di Antonella Durazzo :-))

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