Una selezione di cinquanta opere fra chine, acquarelli, pastelli e dipinti di Roland Topor, saranno in mostra dal 27 maggio fino al 18 luglio presso la Galleria Nuages di Milano. “Roi malgrè lui” è il titolo di questa tanto attesa esposizione. Attesa perché per risalire all’ultima volta che l’Italia ha ospitato le opere dell’eccentrico artista parigino, bisogna arrivare fino al 1999, due anni dopo la sua morte.
Roland Topor è nato nel 1938 a Parigi. Durante gli anni Sessanta, studia ufficialmente all’École nationale supérieure des beaux-arts della sua città, ma segue i corsi “dal bar di fronte” all’accademia, come amava ricordare, rifiutando così di diventare un artista come tanti altri. Ed è proprio questo spirito anticonformista, che gli ha permesso di ridimensionare con le sue opere il sapere scolastico e la cultura ufficiale.
“Per guadagnarmi da vivere io non dispongo che dei prodotti derivati dalla mia paura” – ha scritto l’artista. “La realtà in sè è orribile, mi dà l’asma. La realtà è insopportabile senza gioco, il gioco consente una immagine della realtà. Io non posso perdere il contatto con la realtà, ma per sopportarla ho bisogno di questo gioco astratto che mi permette di trovare quello che può essere ancora umano”.
Topor non è stato solo un pittore, anzi, sono molti i critici che hanno difficoltà ad inserirlo in una specifica branchia artistica a causa della sua eclettica produzione che include anche il cinema dove si cimenterà come attore, disegnatore, autore. (Valeria Tarallo)
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