“Cerco la perfezione della forma”, diceva Robert Mapplethorpe, fotografo statunitense, morto venti anni fa, diventato famoso per i suoi ritratti di gente comune prima e di celebrità come Andy Warhol, Deborah Harry e Patti Smith poi. La Galleria dell’Accademia di Firenze in Collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe presenta dal 26 maggio al 27 settembre 2009 la mostra, La perfezione della forma, dedicata al fotografo d’oltreoceano e curata da Franca Falletti e Jonathan Nelson. L’esposizione s’inserisce nella quarta edizione di Firenze 2009. Un anno ad arte, organizzata dal Polo Museale Fiorentino.
La peculiarità dell’esposizione sta nei collegamenti dichiarati dall’artista stesso che ha fatto cadere la scelta dei curatori su 91 fotografie che esprimono la sensibilità classica nella costruzione di forme astratte e sintetiche, ed in qualche modo ispirate all’opera di Michelangelo. Ecco perché le 91 fotografie selezionate sono esposte nel museo di Michelangelo, in quello che è considerato il tempio della Forma fiorentino. Le studiate pose di Lisa, Lydia, Ken, Tyler, Thomas, Amitto – i soggetti “anonimi” immortalati dal fotografo – evidenziano un procedimento costruttivo di tipo scultoreo e “in tal senso – secondo i curatori – rimandano al David e ai capolavori della pittura fiorentina”.
Alle 91 opere di Mapplethorpe se ne affiancano non a caso alcune di Michelangelo ma anche il Ratto delle Sabine del Giambologna. Completano l’esposizione alcuni capolavori d’artisti cui Mapplethorpe ha fatto esplicito riferimento nel corso della sua vita e del suo lavoro: Brice Marden, Man Ray, Ettore Spalletti. (Valeria Tarallo)
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