Vandana Shiva, Ermanno Olmi e la creanza della Terra

Il limite riconosciuto di un festival o in questo caso fiera, la Fiera del libro di Torino è l’impossibilità -  per un essere umano – [...]

Il limite riconosciuto di un festival o in questo caso fiera, la Fiera del libro di Torino è l’impossibilità -  per un essere umano – di seguire tutti gli eventi proposti: una frenesia di appuntamenti che s’incrociano, si sovrappongono, s’intrecciano. Quel che resta, a conti fatti sono dei flash. Eccone uno dedicato al premio Nobel per la Pace alternativo Vandana Shiva ed al regista Ermanno Olmi, in conversazione con Carlo Petrini.  Accadeva venerdì proprio mentre Mario Calabresi, neo-direttore de La Stampa di Torino, insieme a Sergio Marchionne, indagava l’America di Obama, un Paese che dimostrerebbe come “La fortuna non esiste”.

Obama, o meglio a sua moglie Michelle ed il suo orto alla Casa Bianca, secondo Petrini, sarebbero ispirati alle stesse idee che si ritrovano nell’ultimo libro di Vandana Shiva, [“Ritorno alla terra. La fine dell’ecoimperialismo”, in cui le tre crisi che hanno colpito il nostro mondo, quella ambientale, quella politica e quella finanziaria, possono essere risolte solo rispondendo all’invito che ora più che mai ci sta facendo la “terra”: ovvero, rispettarla per trarne effetti benefici impensabili.

“Il ritorno alla terraha dichiarato la Shiva significa riconoscere una terra formata da moltissimi microrganismi, che ha bisogno di un’agricoltura priva di fertilizzanti e di tipo locale. Secondo studi recenti, ciò potrebbe risolvere ben il 50% dei nostri problemi economici”. Shiva ha raccontato con semplicità e precisione la triste situazione dei contadini indiani, diventati meri consumatori di diserbanti, fertilizzanti e macchine agricole moderne, che non solo violentano la terra, ma che portano sempre più esponenti di questa categoria di lavoratori verso il suicidio, unica via di scampo dai debiti contratti nel tempo.

“Il termine inglese Consumism ha spiegato la scrittriceveniva usato in passato per far riferimento alla forza devastatrice della tubercolosi. È pazzesco come oggi la società riesca a vender idee negative, come qualcosa di positivo”. La grande pensatrice e militante indiana ha concluso il suo intervento ribadendo che “nessun casinò fluttuante potrà risolvere la crisi in cui è precipitato il mondo. La pace, la giustizia, l’uguaglianza e la democrazia, richiedono un forte radicamento alla terra, un radicamento che permetterà, in seguito, di aprirci a nuove possibilità”.

Ermanno Olmi, autore di Terra Madre - un documentario che abbiamo già approfondito nelle pagine del nostro blog e che venerdì ha avuto il suo debutto nelle sale cinematografiche italiane - ha continuato l’elogio al contadino cominciato dalla Shiva. Con una lettura originale, Olmi ha paragonato il contadino ad un poeta: “Non sempre il poeta è quello che consideriamo tale”, ha detto. “Per me tutti hanno la facoltà di essere toccati dalla grazia dell’arte. Oggi, il contadino è colui che interpreta la terra e la sua interpretazione coinvolge delle persone, anche molto distanti da lui. Il contadino è quindi un interprete della terra e l’interprete della terra è un poeta”.

Affascinante anche la scelta di Olmi del termine “creanza” come metafora del rispetto che ognuno di noi deve alla terra: “Da piccolo mia madre mi diceva di non mangiare tutto, quando mi invitavano a casa i genitori dei miei amici, perché era buona creanza. La creanza è un atto di rispetto nei confronti di chi ci offre del cibo. Allo stesso modo, tutto quello che la terra ci ha donato, deve essere rispettato, la sua creanza – i suoi semi - deve essere conservata per poterla riutilizzare”.

Sempre Olmi alla fine del suo intervento ha lanciato una frecciaa ai tanti editori presenti alla Fiera.  “Il libro e il cibo sono entrambi dei prodotti industriali. Come ha spiegato in varie occasioni Vandana Shiva, sia l’obesità dei bambini statunitensi che la magrezza eccessiva di quelli africani hanno origine dal medesimo problema. Allo stesso modo, l’odierna industria culturale, con tutti i diserbanti e i fertilizzanti che ha introdotto nel sistema, ha fatto del lettore una sorta di obeso culturale”.

Non si può dare torto alle parole del sensibile regista italiano, ma ci perdonerà se  continueremo la nostra abbuffata culturale alla Fiera del libro di Torino. (Valeria Tarallo)

Terra Madre: il trailer

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag