Fuksas: parlando del Caos sublime alla Triennale

In Italia, Paese dall’ingombrante quanto meraviglioso patrimonio storico, c’è ancora margine per costruire opere nuove e architettonicamente significative? E se la risposta è sì, chi [...]

In Italia, Paese dall’ingombrante quanto meraviglioso patrimonio storico, c’è ancora margine per costruire opere nuove e architettonicamente significative? E se la risposta è sì, chi sono i protagonisti che le rendono possibili? Un invito a questa riflessione è contenuto nella mostra che si terrà dal 19 maggio al 26 luglio alla Triennale di Milano. Mostra che contiene il risultato della terza edizione del premio “Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana” bandito da La Triennale di Milano con la PARC, direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanea. In attesa di news più dettagliate sull’evento, una gustosa anticipazione è in programma lunedì 18 maggio alle ore 18, sempre presso la Triennale, dove si terrà la Lecture di Massimiliano Fuksas dal titolo “Caos Sublime 2. La conversazione riprende alcune riflessioni presenti nel volume Caos Sublime, edito da Rizzoli][7] nel 2001, in cui l’architetto affronta con Paolo Conti una serie di temi cruciali dell’architettura contemporanea. Intanto cos’è il Caos sublime? E’ lo spirito stesso dell’architettura, arte che oggi deve fare i conti con infinite problematiche. Dalla crescita smisurata delle megalopoli alla scomparsa delle campagne; dalla condizione delle periferie all’abusivismo; dai musei investiti dalle esigenze della cultura di massa alla tutela dei centri storici. Fuksas analizza questi temi dal punto di vista del mestiere quotidiano dell’architetto e allarga la prospettiva, senza tirarsi indietro di fronte alle polemiche e alle scomode prese di posizione politiche.(A.D)

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