Primo giorno di Fiera al Lingotto. Alle nove del mattino serpentoni di scolaretti con zaino in spalla già attendono l’apertura dei cancelli. Sorridono, di un ghigno traditore del vero motivo d’entusiasmo: l’assenza dei banchi, per un giorno. Poco importa. La Fiera del Libro è anche questo. Più in là, universitari sbandierano con convinzione la loro Atena Card: il tg regionale ha detto che con quella oggi si entra a sbafo. Poco importa. La Fiera del Libro è pure questo. Ma sono molti anche i semplici avventori, i turisti stranieri e poi i giornalisti, riconoscibili dal pass più “figo” di tutti, quello rosso. Con quello si entra dappertutto.
Prima lotta della giornata per i comuni mortali: accaparrarsi i biglietti per la conferenza di Umberto Eco e Jean-Claude Carrière. Alle dodici i due studiosi presenteranno la loro ultima opera dal titolo burlesco e minaccioso: Non sperate di liberarvi dei libri. In poco meno di mezz’ora, è già tutto esaurito. I maxi schermi annunciano che anche Claudio Baglioni e Gino Paoli sono esauriti. In che senso? L’addetta alla biglietteria chiude la serranda, lasciando ogni possibile risposta all’intelligenza dell’avventore “tipo” della Fiera.
L’avventore “tipo” della Fiera indossa indumenti sobri e porta una borsa in tela comprata alla Fiera del libro l’anno scorso o quello prima ancora. Se non si ha alcuna borsa “ufficiale”, la si rimpiazza facilmente con un’altra, sempre in tela, dove campeggia solitaria qualche goduriosa citazione. “Quando penso a tutti i libri che mi restano ancora da leggere ho la certezza di essere ancora felice”, Jules Renard. “Ahhhh!!” esclama il nuovo adepto della Fiera. Poi, tira le sue lodate conclusioni: “Sono nel posto giusto!”.
Anche se c’è una tipologia D.O.C. d’avventore, la Fiera ha un’offerta così varia, da apparire un prodotto pronto ad ogni tipo di consumo. Mentre schiere di giornalisti – quelli col pass rosso – inseguono Gianfranco Fini con foreste di microfoni pronti all’uso, i “semiologi” si dirigono verso la Sala Gialla per assistere all’ormai tanto magnificata conferenza di Umberto Eco. Ad ogni battuta del filosofo scaturisce un tripudio d’applausi. Non esistono “scalda pubblici” in queste occasioni – non siamo mica quelli della televisione! – bastano poche cose dette con ironia ed arguzia e la folla se ne va spontaneamente in visibilio.
Lasciato Eco, si può passare a qualche conferenza sull’Egitto, il Paese ospite di quest’anno. Qui, però, la folla non è molta e qualcuno sta pregando affinché arrivi uno “scalda pubblico” dallo Spazio Rai lì di fianco. Alle 16 “Il Cinema egiziano si confronta con il Neorealismo italiano”. Intervengono Ali Abu Shadi e Kamal Ramzi. Spettatori in sala: cinque. Niente, l’Egitto non tira. Il primo giorno l’ospite internazionale non se l’è filato nessuno, o quasi. Mentre i “grandi” applaudono ad Eco , i loro figlioli continuano i laboratori organizzati dal Bookstock Village: esercizi di scrittura, cinema, fumetti, discussioni e conferenze, a misura di bambino. Passando di corsa fra i cunicoli colorati di questo settore della Fiera, un ragazzino biondo si ferma davanti all’annuncio di una scomparsa: “Enzo si è perso”, dice il volantino. C’è pure la foto a corredo, di un simpatico golden retriever. Il bambino, con le lacrime agli occhi, prende il bigliettino con il recapito del padrone e legge: “ Padiglione J73”. Senza farsi troppe domande, si mette in tasca quel prezioso talloncino. Enzo è un cane ed è proprio il cane della foto, ma è anche il protagonista di un libro di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia.
Verso le sette una mandria d’adolescenti impazziti si dirige verso l’Arena Bookstock. “Corri! C’è il dj set di Roberto Molinaro!” grida un giovane con i pantaloni al suolo e le mutande in bella vista ad un suo amico che sembra addirittura essersi dimenticato le mutande. Il ragazzo non è impazzito. La Fiera del Libro è anche questo. Roberto Molinaro, Dj originario di Moncalieri, conosciuto a livello internazionale, si sta divertendo a mixare qualche piatto, prima d’intervistare Nicolai Lilin, l’autore di Educazione Siberiana.
Sono già le otto di sera. Fra poco arriveranno Claudio Baglioni e Gino Paoli a presentare i loro libri e a raccontarsi. Voci di corridoio dicono che non dovrebbero cantare, ma c’è sicuramente molta musica nell’aria, al tramonto del primo giorno di Fiera. (Valeria Tarallo)
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