Si è aperta nei giorni scorsi al Museo di Roma in Trastevere, la cinquantaduesima edizione della “World Press Photo 2009”, una mostra a premi che comprende tra le più importanti nell’ambito del fotogiornalismo. Rimarrà aperta fino al 28 prossimo. La giuria, formata da esperti internazionali, è stata chiamata a valutare migliaia di domande di giornalisti, agenzie, quotidiani e riviste da tutto il mondo, richieste di partecipazione inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam. Il premio World Press Photo cresce ogni anno di più e nel 2008 il numero di partecipanti e loro opere è ancora aumentato: 96268 contro le 80536 dell’anno scorso. I giurati hanno selezionato immagini, inviate da ben 5508 fotografi professionisti di 124 nazionalità. Cresciuti in modo significativo gli asiatici e in particolare i cinesi e gli indiani. E’ aumentato anche il numero dei fotografi “di casa” che hanno presentato i loro lavori. Per sei c’è stato anche un premio. Metro di giudizio è selezionare le fotografie più rappresentative del 2008 apparse sui giornali del mondo. Foto vincente di questa edizione è un “bianco e nero” dell’americano Antony Suau (l’immagine fa parte di un reportage commissionato dal Time Magazine). E’ una foto-simbolo della crisi economica che ha sconvolto gli Stati Uniti e il mondo intero. Mostra uno sceriffo armato che entra in una casa a Cleveland, in Ohio, per assicurarsi che gli sfrattati abbiano lasciato l’abitazione. Ecco come ha commentato sui blog di mezzo mondo la scelta del vincitore il presidente della giuria del World Press Photo 2008, Mary Anne Golon: “La forza di questa foto è nelle sue contraddizioni interne. Sembra una classica foto di un conflitto ed invece è semplicemente lo sfratto esecutivo di persone che non potevano estinguere l’ipoteca che avevano messo sulla loro casa. Ora la guerra nel suo significato più classico arriva nelle case della gente che non possono pagare i loro debiti”. (V.T.)
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