Il progetto di Casa Bonomi prende vita col desiderio di dare spazio di parola ed azione ad un artista che, troppo a lungo ed inspiegabilmente, non ha potuto confrontarsi sul palcoscenico milanese mediante una mostra personale nella quale potesse parlare liberamente. In attesa che il 13 maggio si aprano le porte dell’esposizione – evento curato da Chiara Buzzi e Luigi Cerutti per MG- Art, ecco cosa c’è da sapere:
Corrado Bonomi – da questo punto in poi sarà C.B – è onnivoro.

Utilizza significati fantastici e surreali tipici di un retroterra culturale popolato dal fumetto e dai suoi personaggi, da cartoni animati. Costellato da universi del Fantastico degni di Borges o Spoon River. Innervato di socialità ed in grado di materializzare brandelli onirici dei grandi uomini del passato.
ll flusso di materia di C.B. è vario.
Passando lo sguardo nel guazzabuglio del suo studio si può soltanto intuire la mole straordinaria di lavoro che ha espresso nel corso degli anni. Eppure quest’onda (anomala) di opere è modulata secondo alcune evidenti corde, in armonia con un sentimento ironico e di velata melanconia per un futuro che potrebbe esprimersi come potrebbe ritrarsi. Quello che colpisce della Fatina o del Calimero, dei Treni o dei Piccoli uomini, non è il retaggio ai quali sono sottoposti quanto più il mantenimento di una poetica a cavallo tra noi ed il Fantastico. Divorata costantemente dalla possibilità che non.
In questo piccolo ma denso ecosistema quello che ci è sembrato consapevolmente corretto e dovuto è il contestualizzare, non una volta per tutte quanto piuttosto finalmente, il lavorio incessante di C.B.
Una casa. Un luogo del quotidiano.
La scelta della location si inserisce in questo bisogno di contestualizzazione. L’ambiente domestico, con i suoi compromessi, i suoi angoli tipici, gli anfratti, è il piccolo ma densissimo antro nel quale C.B. ha la possibilità di farsi direttore del (suo) traffico artistico.
Cucina.
Tra fornelli e mensole, zollette di zucchero e grumi di caffé, troveremo il ciclo dei Piccoli Uomini, i dittatori del ventesimo secolo, i fratelli sfigati di Calimero, il fratello sfigato della mucca Milka, il miele d’Acacia, il ciclo Mare, l’Accademia delle belle arti, le Fatine Fatate Fatali, Cocco Bello, un compattatore particolare.
Camera da letto
Nel luogo fisico dell’onirico, o in quello che più si avvicina ad esserlo, prenderanno materia i sogni di Proust, di Gericault, di Vincent, di Kafka, di Fedor. Castelli in Aria, Fagioli Magici e Carrilion per collezionisti insonni saranno le tracce tangibili di un’atmosfera, un luogo dell’essere inindagabile e con il quale ci confrontiamo ogni giorno della nostra esistenza.
Studio
Lo studio sarà la traduzione fisica del luogo del pensiero, del raziocinio, dell’analisi come anche del gioco e della costituzione delle sue regole. Qui troveremo quindi il ciclo delle tautologie più completo. Trenini, la Pipa di Magritte, il mondo operaio, il ciclo delle cartine, la Flotta dell’arte, la pecora Dolly. Ed anche Safarà, l’album delle figurine, Il Paesaggio infinito, un puzzle di se stesso.
Bagno
Nel bagno, zona di sbarco e di scarico, i lavori sull’acqua –gli Innaffiatoi- e, soprattutto, i Nuovi Arrivi. Legati a questo contesto dal mezzo formale e fisico (la balena) e dal contesto sostanziale e naturale (la cloaca) condizione di partenza e forse, sfortunatamente, di arrivo.
Stanza Senza Nome
Qui, in un luogo cereo e non peculiare, C.B. presenterà un suo lavoro inedito.
In Ogni Dove
Casa Bonomi brulicherà e vegeterà di ogni altra bonomata. Piante, rose, nuvole, libri e film. Oltre al beneamato Godzilla in ingresso, a presentare, tutelare, invitare in un luogo che vive nella mente e non solo. Come l’Uqbar di Borges o il Castello dei Pirenei di Magritte. Luoghi del Fantastico a pochi centimetri da terra. A poche spanne dal nostro naso.
Il progetto di Casa Bonomi è anche un tentativo di aprire un dibattito nella comunità artistica e non solo. Sui temi più svariati (inutile tentare di citarli). Verranno organizzate all’interno della casa, sfruttando i suoi spazi, serate, cocktail, the, incontri pomeridiani, cene, pranzi e proiezione di film e contenuti interessanti. Che non sia un semplice spazio di contemplazione ma un luogo di noi. Una parte attiva di condivisione e di produzione di un valore culturale.
Casa Bonomi è, da sempre, un bulbo innestato in noi. Stiamo cercando di darle una vita concreta, anzi, tangibile anche ai più distratti. Questo progetto è Quel che passa il convento, un rancio onesto. Forse per voi, non troppo gustoso, ma tutto quello (di meglio) che ora si può avere.
La realizzazione di Casa Bonomi avviene grazie al contributo e al sostegno della MG-Art, società che fa capo a Massimo Giacomini.
Casa Bonomi è in Via Cesare Correnti, 14 -Milano-
Terzo Piano a sinistra.
Citofonare Casa Bonomi
Aprirà le proprie porte Mercoledì 13 Maggio 2009 e le richiuderà Giovedì 25 Giugno 2009.
© Riproduzione riservata


