Angelica: la musica contemporanea è di scena a Bologna

“Degli angeli, è ormai noto, non bisogna domandare se siano di sesso maschile o femminile. Dei musicisti angelici, non è, altrettanto, lecito domandarsi di che [...]

“Degli angeli, è ormai noto, non bisogna domandare se siano di sesso maschile o femminile. Dei musicisti angelici, non è, altrettanto, lecito domandarsi di che “genere” musicale siano”.

Proprio ieri a Bologna, è stato inaugurato Angelica, il 19 Festival internazionale della musica. Come gli anni passati, il festival ospiterà autori e musicisti “decisi a liberare l’arte dei suoni dalla sua normale catalogazione e a mantenerla, in movimento, attraverso la creazione, l’invenzione e l’esplorazione” di nuove forme musicali. Ad aprire l’evento, ci ha pensato Maryanne Amacher, con la sua performance e installazione musicale, che ha avuto luogo al Teatro San Leonardo. Ma il festival proseguirà fino al 31 maggio, quando il nuovo progetto del compositore e direttore afroamericano Lawrence D. “Butch” Morris, alla guida della Filarmonica Toscanini, con la cantante Shelley Hirsch, e altri ospiti della scena di New York, saranno incaricati di chiudere “i suoni” angelici.

Numerosi e diversi gli artisti in scaletta, come, ad esempio, Alfonso Alberti, che presenta CANGIANTI, l’integrale per pianoforte di Nicolò Castiglioni (1932 – 1996). Bérangère Maximin, il geniale architetto della musica, che ricorda con i suoi suoni come la coerenza non sia sempre necessaria. Manuel Zurria, che solo ad Angelica, eseguirà in sequenza tutte le pagine di musica che avrà davanti agli occhi, come per cercare, o far trovare a chi ascolta, un nuovo risultato; non ci si ferma mai, nemmeno per l’applauso. Andrea Rebaudengo, che ha preparato un nuovo repertorio per Angelica in bilico fra meccanicità, efficaci giochi di suono e forza compositiva. Silvia Mandolini, che presenta un altro repertorio studiato per Angelica: un viaggio di violino dal 1971 al 2009 con Bruno Maderna, Giorgio Magnanensi, Luca Francesconi, Serena Teatini, Franco Donatoni. E ancora Anacronistica, la Bologna Improvisers Orchestra, il cui nome fa eco alla London Improvisers Orchestra (formazione ormai storica), e poi tanti altri musicisti di cui è impossibile farne un elenco esaustivo. (Valeria Tarallo).

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