Nel nostro immaginario è simbolo di bellezza e di fragilità, elegante e profumata. coltivata dalla notte dei tempi ( si dice sia stato Sargon I a promuoverne la coltivazione nel 2300 a. C.) la rosa è uno dei fiori più presenti nell’immaginario di artisti poeti, letterati, musicanti, persino uomini di fede.
E’ forse il primo fiore che da bambini si impara a riconoscere dopo le margherite. Con la pompa verde dell’acqua che la disseta e i vasi su cui adagia, nascono le rose d’artista di Corrado Bonomi. Gialle, rosse, bianche, singole, un mazzo o rigogliosi roseti. Ecco che ricompare anche in ambito naturale, botanico il gioco di una tautologia che non smette mai di ricostituirsi, interrograsi su se stessa alla scoeprta di qualche significato che ancora non siamo stati in grado di rivelare. E le mani di Bonomi non creano solo rose. Nei suoi giardini artistici si incontrano girasoli, margherite, cactus e persino eccellenti capolavori di ars topiaria. Creatività e manualità. Uno stelo fatto di tubo di gomma, una corolla di innaffiatori dipinti. Torniamo ai roseti: rose più piccole, fitte e a contatto l’una con l’altra abbelliscono pareti di casali rustici o di ville mediterranee di una tautologia in grande scala. Esteticamente realistici e colorati, i Roseti inventati da Corrado Bonomi non sono altro che l’ennesima declinazione di un gioco che stenta ad estinguersi e che continuaa farci sorridere.
Per vagliare tutti gli aspetti dell’arte di Corrado Bonomi, l’appuntamento è a Milano con la mostra “Casa Bonomi – Quel che passa il convento”, allestita dal 14 maggio al 25 giugno. (Chiara Buzzi)
Inaugurazione Mercoledì 13 Maggio 2009 ore 18.30
Casa Bonomi
Via Cesare Correnti, 14.
Terzo Piano Scala Sinistra.
© Riproduzione riservata


