Un festival di successo? Yes we Cannes, titolava ironicamente il Times illustrando ai lettori britannici le dieci regole d’oro del festival cinematografico che dal 13 al 24 maggio terrà puntati sulla Costa Azzurra i riflettori di mezzo mondo. L’altra metà si spera che pensi ad altro ma intanto il conto alla rovescia è partito e sembra accelerare a gran velocità, “con il solito mostruoso pavoneggiarsi ed un tabellino davvero mozzafiato”, precisava il critico londinese evidenziando la presenza dei grandi nomi in concorso come Quentin Tarantino, Lars Von Trier, Pedro Almodóvar e per la serie “carità di gala” il party benefico pro AMFAR (fondazione di ricerca per l’Aids) che vedrà presso il famoso e un po’ decadente Hotel du Cap aggirarsi personaggi del livello di Sharon Stone e Bill Clinton. Si terrà il 21 maggio e a intrattenere gli ospiti ci sarà Annie Lennox, ma inutile prenotarsi, i comuni mortali sembrano esclusi a priori.
Ma arriviamo al punto, anzi ai dieci punti, la cui compilazione è stata affidata ad esperti, critici, distributori, direttori di festival britannici. Ed una cosa si evince su tutte, gli inglesi non amano Cannes. I party e gli affari, la ricerca del film caldo (ovvero della pellicola a basso costo che sbancherà al botteghino), gli strani rapporti umani che il Festival genera, la convulsa animazione che prende tutti, giornalisti soprattutto, e poi le “starlette” speranzose ed anche la depressione, che coglie coloro che al Festival non riescono a trovare ciò che cercano. Cannes è cinema? Diciamo che è anche cinema…
CHE FATICA QUESTI PARTY. Ebbene sì, per gli addetti, partecipare ad una delle feste che si organizzano nei giorni del Festival è un vero e proprio lavoro: giornalisti in cerca della star da intervistare, distributori stressati dalle troppe proiezioni, espositori in cerca dell’affare. <<”Non si tratta di starsene sulla spiaggia con un bicchiere di champagne“, dice a Times Chiara BINNS, direttore della programmazione di City Screen, importante circuito inglese di film indipendenti. “E ‘come un’operazione militare. Sei fuori, dalle 6 del mattino fino alle 2 di notte. Senza dubbio, è il più duro lavoro durante tutto l’anno “. Party che non sempre riescono al meglio, come (pare) quello organizzato l’anno scorso da Vanity Fair per ospiti come Harrison Ford, Steven Spielberg e Will Smith a base di Bellini ed aragosta. Bono e Mick Jagger arrivarono in ritardo per il loro numero. Ma a Cannes non tutto è vetrina, gli affari veri e gli incontri risolutivi si concludono nel silenzio (mediatico) delle cene private (…continua)
A cura di Antonella Durazzo
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