Asolo, l’umanità degli scatti di Reed Young
Ritratti fotografici capaci di sintetizzare i lineamenti distintivi di un luogo. Indagini documentaristiche su diversi stili di vita e società. Tutto questo è racchiuso negli scatti di Reed Young, l’artista di 26 anni, originario del Minnesota ed italiano d’adozione, che deve la sua scoperta a Fabrica, il centro di ricerca creativa di Benetton. La Galleria Browning di Asolo (Treviso), fino al 30 giugno, ospita i suoi ultimi tre reportage fotografici: Las Pajas and the Lucky Haitians, The Italians e Harlem, NYC.
Il primo restituisce alcuni tipici atteggiamenti degli immigrati haitiani, che nel XX secolo sono stati spediti a vivere nei piccoli villaggi sottosviluppati dispersi nelle immense piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana. Si tratta di 15 fotografie, per la maggior parte dei soggetti il fotografo ha richiesto di mettersi in posa.
La seconda serie di fotografie è stata realizzata da Young in diverse parti d’Italia, durante un suo viaggio, on the road, che risale alla fine del 2006. Ecco come, lo stesso fotografo, introduce la raccolta italiana: “Gli italiani mi sono parsi un po’ intimiditi, mi hanno indotto ad adottare un nuovo stile”. Sono molte le città e le regioni italiane “fermate” dallo “sguardo” sbalordito dell’artista. Si va da Merano alla Sardegna, da Urbino ad Alberobello. In questo caso, le didascalie hanno un tono ironico, totalmente diverso da quello di denuncia della raccolta “dominicana”.
In Harlem, NYC, ovvero la terza raccolta fotografica, i soggetti sono tutti dei neri che Young racconta di aver incontrato durante l’agosto del 2006. Inoltre, non ci sono didascalie (a parte la data dello scatto) che descrivono i personaggi. Eppure, la storia di questo quartiere newyorkese, del suo repentino cambiamento degli ultimi anni, così come il nocciolo della sua cultura, emergono con evidenza dagli scatti di Young. (V.T.)
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