Beni culturali: censire per proteggere

Ogni museo, ogni sito storico e/o artistico, avrà la sua carta d’identità entro il 2011. Lo ha riferito, ieri, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco [...]

Ogni museo, ogni sito storico e/o artistico, avrà la sua carta d’identità entro il 2011. Lo ha riferito, ieri, il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro durante la conferenza stampa di presentazione della “Settimana della cultura” che tra domani e dopodomani aprirà gratuitamente al pubblico i musei statali italiani. L’iniziativa annunciata consentirà di creare una mappa del patrimonio artistico nazionale, soprattutto di quello a rischio sismico. Non a caso la ricognizione ai beni architettonici partirà, nei prossimi mesi, proprio dalle regioni maggiormanete soggette al pericolo terremoti: Sicilia, Umbria, Marche. Una prima carta d’identità, intanto, è stata già abbozzata e riguarda la Galleria degli Uffizi, a Firenze. Le stime sui beni in pericolo, sono drammatiche. Secondo il direttore generale per i Beni architettonici e storico-artistici del Mibac, Roberto Cecchi, grosso modo la metà dei siti si trova in un’area a rischio sismico. “Sulla base del ‘vincolato’ di cui disponiamo, si tratta di circa 250 mila edifici su un totale di mezzo milione”. Per giungere a questa conclusione, i tecnici del ministero hanno incrociato le aree dove è maggiore la possibilità che si verifichino eventi sismici con la “densità” culturale dell’area. Ma nonostante l’inevitabile approssimazione, il risultato è impressionante. Commento: la mappatura dei beni a rischio terremoto – pur lodevole – può essere considerata solo un inzio. Non servirà, purtroppo, a difendere il patrimonio nazionale dai danni provocati dal passare del tempo, dall’incuria, dalla scarsità di mezzi, dalla mancanza di restauri conservativi a opere talvolta ingisutamente considerate minori. (AD)

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