Ha avuto innumerevoli ammiratori incondizionati ed altrettanti detrattori; è finito nel mirino delle Brigate Rosse ed è considerato il padre nobile del moderno giornalismo italiano, esempio d’indipendenza di pensiero che non ha (o avrebbe) eguali.
I suoi giudizi, lapidari, su uomini politici e vicende sono rimasti nella storia del secolo appena andato; i suoi commenti forti come aforismi, sono diventati memoria collettiva . Anche se proprio il Montanelli storico, colui che in più volumi ha raccontato con un linguaggio lieve e comprensibile duemila e più anni di vicende italiane è quello che probabilmente offre il fianco alle critiche maggiori. “Dopo avere ridotto anche gli dei dell’antichità classica al minimo comune denominatore, Montanelli si sente forse autorizzato a rivalutare tutte le figure dominanti della storia moderna”, scriveva nel 1961 l’americano Henry Furst.
In questo aprile che ne celebra il centenario della nascita, alla glorificazione del personaggio che ne fanno alcuni, si contrappone il giusto omaggio al giornalista, all’uomo libero, all’uomo di cultura e di pensiero scomparso nel luglio 2001. Il francobollo di Poste italiane che ritrae Monanelli in maniche di camicia accanto alla sua cara Olivetti lettera 22, è solo uno dei tributi che s’inseguono in questo 2009.
Per l’occasione, è nato anche Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario, che gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, presidente onorario è Paolo Mieli. Intanto a Fucecchio (Firenze), città natale del giornalista-scrittore è stato annunciato l’accordo tra la Fondazione Montanelli Bassi e la Rai che regalerà al paese quattromila filmati della vita di Indro Montanelli. Occasione dell’annuncio è stata la conferenza stampa di presentazione della mostra ”Indro Montanelli, la vita, le opere i luoghi”, un percorso fotografico, bibliografico e documentario in programma dal 22 aprile (giorno della nascita di Montanelli) al 16 settembre.
La mostra ripercorre la biografia di Montanelli sullo sfondo della storia del Novecento, di cui è stato uno dei massimi testimoni. Saranno esposti fotografie, giornali, riviste, libri nella varie edizioni – anche quelle rare – oggetti personali, lettere inedite, che documentano i vari capitoli della biografia montanelliana.
A maggio, infine, l’Accademia della Crusca, dedicherà un convegno al Montanelli narratore.
Noi, invece, dedichiamo qualche riga al Montanelli profeta. Ecco cosa scriveva un bel po’ di anni fa:
“Noi avremo un giornalismo sempre peggiore perché sempre più in cerca di audience, sempre più in cerca di pubblicità e quindi sempre più portato ad assecondare i peggiori gusti del pubblico, invece di correggerli. Intendiamoci, il pubblico è sempre il nostro padrone, non si può prenderlo di petto ma lo si deve educare. Senza mostrarlo però, perché non c’è niente di peggio degli atteggiamenti da mentori”.
(Antonella Durazzo)
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