Un edificio compreso in un perimetro triangolare, probabilmente il più antico tempio eretto a Cipro, risalente a 4 mila anni
fa. E’ la nuova scoperta effettuata dal team di archeologi coordinato da Maria Rosaria Belgiorno dell’Istituto per le
tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Consiglio nazionale delle ricerche. La missione archeologica è
cofinanziata dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, dall’associazione culturale ‘Tuscia Cultura’, dal Centro per
l’Archeologia Sperimentale ‘Antiquitates’ di Blera e dalla Municipalità di Pyrgos. La scoperta, avvenuta a Pyrgos-Mavroraki, va ad aggiungersi alle tante altre che hanno contribuito a ridisegnare il profilo
della civiltà cipriota dell’inizio dell’età del Bronzo. Le indagini che hanno portato alla luce l’insediamento di Mavroraki sono iniziate nel 1995 mentre nel 1998 ha avuto inizio lo
scavo sistematico, da cui è emersa un’’industria’ ante litteram, incentrata sulla produzione di olio d’oliva, vino, rame,
tessuti preziosi, (che comprendevano la seta selvatica cosiddetta tortricida, ricavata, in alternativa a quella cinese più
costosa, dal bozzolo del lepidottero Tortrix viridens, endemico dell’Egeo insulare), e i profumi di cui sono stati
individuati i componenti e ricostruite le fragranze di base. Queste tecniche industriali, ricostruite attraverso l’archeologia sperimentale, sono oggetto della mostra: “Cipro: un sito di
4000 anni fa e l’archeologia sperimentale”, che sarà inaugurata a Viterbo, domani, alle ore 16.30, presso il Museo Nazionale
Etrusco, nella Rocca Albornoz, e sarà visitabile fino al 31 maggio. Nella stessa occasione sarà presentato anche un volume
dedicato al sito di Pyrgos e ai più recenti ritrovamenti tra questi, il tempio il cui scavo è appena terminato.
© Riproduzione riservata


