E’ degli anni ’80 la mostra che a Bologna sdoganò in Italia l’arte di strada. Curata dalla critica d’arte del Dams Francesca Alinovi, poi tragicamente scomparsa, l’esposizione bolognese aiutò a portare all’evidenza nomi come Keith Haring. E mentre una maggioranza di persone continua ancora a chiedersi se i graffiti siano o meno arte, alcuni dei nomi più noti tra gli artisti dei graffiti, usciranno ancora una volta dal ghetto per entrare nelle sale di un museo. Accade da ieri al Grand Palais di Parigi,dove i graffiti saranno esposti a pochi metri dalle famose tele di Andy Warhol. Circa 150 le opere in mostra da oggi, firmate dai pionieri della urban art Usa, Cornbread, Seen, Taki 183, Stayhigh 149, Toxic, Blade, ma anche da altri autori mondiali, come il brasiliano Nunca e l’islandese Fridrick. Alcuni ormai entrati nell’età matura, eppure sempre armati di boboletta. (AD)
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