Kyoto, il motore di ricerca che comprende le parole

Per muoversi sulla rete internet sono necessari, anzi, indispensabili i motori di ricerca. Senza i quali i miliardi di pagine elettroniche non potrebbero essere raggiunti, [...]

Per muoversi sulla rete internet sono necessari, anzi, indispensabili i motori di ricerca. Senza i quali i miliardi di pagine elettroniche non potrebbero essere raggiunti, se non per caso. Ed ecco che il CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) sta studiano un nuovo motore di ricerca capace di rispondere alle domande e interpretare le parole chiave a seconda del contesto, senza vincoli linguistici. A riportare la notizia è il quindicinale edito dallo stesso CNR. Si chiama motore di ricerca semantico e promette di essere la bussola più evoluta per navigare in rete. Abituati a setacciare internet con Google, gli utenti conoscono le difficoltà di  cercare informazioni sul web,  un’impresa non sempre alla portata di tutti. “Google si basa sulle parole digitate dall’utente, escludendo quei termini che hanno poca rilevanza come articoli o preposizioni”, afferma Andrea Marchetti dell’Istituto di informatica del Cnr di Pisa. “La sua fortuna sta nel modo con cui vengono riordinati i risultati: Google, infatti, assegna delle priorità alle singole pagine in base al numero di collegamenti che da altre pagine puntano alla pagina in questione. Motori di ricerca come Google soffrono però del fatto che si limitano a cercare le parole chiave inserite dall’utente, ignorando ogni possibile significato riposto nella domanda”, conclude il ricercatore. Ma se si pone a Google il quesito “qual è la montagna più alta d’Europa”, il motore considera le singole parole (qual, è, montagna, più, alta, Europa), ma ignora  completamente il significato”. Proprio per superare i limiti linguistici e il modo di rispondere dei motori di ricerca viene in aiuto il “Progetto Kyoto”, promosso dall’Unione europea. In sostanza circoscrive la ricerca a particolari domini di interesse ed effettua ricerche componendo domande nella propria lingua. Kyoto parla italiano, inglese, spagnolo, basco, olandese, cinese e giapponese, ma la sua struttura consentirà di accettare qualsiasi linguaggio. “Grazie ai motori semantici – aggiunge Maurizio Tesconi – le ricerche restituiranno risposte nella lingua madre dell’utente, estraendole dai documenti presenti in rete anche se appartengono ad altre lingue”. Si potrà, dunque, chiedere “se esiste un servizio pubblico che collega Pechino con la muraglia cinese” e ricevere la risposta: “Pechino è collegata con….” anche se la fonte di informazioni è un documento scritto in ideogrammi cinesi. Il progetto, da cui il nome Kyoto, limita al momento le sue ricerche alle problematiche ambientali. Il problema è infatti che l’estensione di un dizionario  per diversi settori della conoscenza è un lavoro oneroso, che richiede la partecipazione di molte persone. Per l’ampliamento del motore di ricerca si studia un modello di riferimento collaborativo, simile all’enciclopedia online Wikipedia. (g.m.)

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