Oliviero Toscani: meglio brutti che male accompagnati

> “Ognuno è un pezzo unico e irripetibile. Ognuno è un’opera d’arte” > piacerebbe anche al Papa la frase di Oliviero Toscani, raccolta da Daring [...]

> “Ognuno è un pezzo unico e irripetibile. Ognuno è un’opera d’arte” > piacerebbe anche al Papa la frase di Oliviero Toscani, raccolta da Daring in un vociante pomeriggio siciliano di quasi primavera.

C’è riunione di giunta a Salemi, da cronisti mediocri non sappiamo se l’insolita squadra del sindaco Vittorio Sgarbi sia riunita al completo, ma non importa. Cerchiamo un assessore in particolare e lo troviamo: Oliviero Toscani. Un nome che vale una tesi di laurea, e di più. Caso più unico che raro di artista vero ma nobilmente popolare, riconosciuto, da tutti, per essere colui che ha fatto breccia negli occhi e nel cuore della società con mille e più immagini costruite per superare lo stesso sguardo, abbattere i filtri e parlare –  con lo strumento pubblicità – di guerra e di Aids, di razzismo, di vita, di morte, di amore e anche di tenerezza.  Toscani, per la precisione, a Salemi ricopre la carica di assessore con delega alla Comunicazione, alla Creatività, all’Ambiente e ai Diritti Umani. La cronista davanti all’icona si impappina, ha dei dubbi “Gli piacerà farsi chiamare maestro?” si chiede “ E se sbaglio e mi scappa un signor maestro? …piuttosto lo chiamo assessore”. Poi la stessa viene presa da un sussulto d’orgoglio, rimette alla bell’e meglio le vesti professionali, nel corso dell’intera intervista eviterà di dire quella parola. Daring To do, traducendo: osare, è il nome di questo blog ed evidentemente corrisponde ad una precisa scelta. Dunque, non è casuale la decisione di aprire il capitolo “Personaggio della settimana” con colui che probabilmente è il maggior esperto del “settore”. Il guru della provocazione, anzi di più. Di sovversioni mediatiche. “Cerchiamo sovversivi” è stato, qualche mese fa, l’appello lanciato dal fotografo  alla ricerca di creativi under 25.  Ai migliori, uno stage di sei mesi a La Sterpaia, il laboratorio di comunicazione che ha allestito nel verde del parco di San Rossore, a Pisa. Una bottega dove i “giovani non s’istruiscono, si orientano”.

D: Ne ha trovati molti di sovversivi? OT: Moltissimi hanno scritto, abbiamo effettuato una selezione, adesso dovremo metterne alla prova qualcuno, scoprire se si tratti di un vero sovversivo o meno”.

DT: Per essere sovversivi di successo occorre: * Essere Oliviero Toscani. * Occorre essere giovani di talento e sperare che Toscani si accorga di loro. * Bisogna avere profonde conoscenze del presente e del passato, tanto per sapere cosa c’è da sovvertire.

OT: Bisogna solo non avere paura di aver paura. La creatività è insicurezza, è nell’incertezza estrema che si arriva al massimo momento creativo.

DT: E la creatività è sovversione…per definizione OT: Infatti, per affermare la propria creatività bisogna fare l’esatto contrario di ciò che ti dicono la famiglia, la scuola, la religione…

DT: Che fine fanno i  modelli, allora? OT: Meglio essere ciò che si è piuttosto che la brutta copia di qualcun altro. Anzi, è meglio essere bruttamente se stessi piuttosto che la bella copia di qualcun altro.

DT: In sintesi? OT: Bisogna avere coraggio, non avere paura di essere come si è. Siamo unici e irripetibili, ciascuno è un pezzo d’arte… e se si sbaglia c’è sempre spazio per ricominciare.

DT: Ci sono molti rumori di fondo, voci e controvoci, deve essere una riunione di giunta piuttosto movimentata: OT: Sono in un luogo d’incivili, questa è una giunta sovversiva, fatta di matti, ma la sovversione è anche felicità.

DT: A proposito di felicità, bello il libro realizzato con Domenico De Masi (La Felicità – ed. S3 Studium – La Sterpaia) Una prova assurda, non ho mai scattato foto così inutili; ma la felicità è fare anche ciò che non si sapeva di fare. La felicità è creatività.

OT: In questo momento è impegnato nella creazione di un grande archivio multimediale per scoprire le morfologie, espressioni, caratteristiche somatiche e sociali del paesaggio umano nazionale. E l’ha chiamato “La razza umana”, cosa ci dice? OT: Lei appartiene alla razza umana?

DT: Suppongo,  ma a volte ne dubito… OT: Io appartengo alla razza umana ma con qualche imbarazzo

DT: Quando avverte questo disagio? OT: Davanti alla cattiveria, alla violenza. Siamo razzisti, siamo intolleranti. In una sola parola, abbiamo paura…

(Antonella Durazzo)

Biografia di Oliviero Toscani

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