“Nigra sum sed formosa, sacro e bellezza dell’Etiopia cristiana”: è l’affascinante mostra che rimarrà aperta fino al 10 maggio a Venezia, nella sede espositiva dell’università Ca’ Foscari sul Canal Grande. Si tratta del primo evento che l’Italia dedica all’arte e alla cultura millenaria dell’Etiopia, un Paese magico e ancora oggi in gran parte sconosciuto. La storia dell’Etiopia è da secoli legata all’Italia, da molto prima della conquista coloniale. Venezia, infatti, già dal Quattrocento aveva intessuto rapporti economici, culturali e religiosi con “il regno che dominava il Corno d’Africa”. Per questo motivo molti pittori furono inviati in quella terra, lasciandovi la propria impronta artistica. La mostra, curata da Gianfranco Fiaccadori, Giuseppe Barbieri e Mario Di Salvo, coadiuvati da uno staff internazionale, ricorda nel titolo la tradizione religiosa etiope, prima ebraica e poi cristiana. “Nigra sed formosa” è infatti un verso tratto dal Cantico dei Cantici, un libro della Bibbia, e si riferisce alla regina di Saba. La mostra è pensata per raccontare una storia, con molti personaggi: la regina di Saba, il pittore veneziano Nicolò Brancaleon, detto “Marcoreo”, il re Laibala, e altri sovrani ormai parte della leggenda, che trasportano il visitatore nell’Africa tra il XII e il XVI secolo. Un modo magico e fantastico, da riscoprire. (Meg)
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