C’è futuro per i Festival? Le risposte a Bologna

Con l’inizio della bella stagione e col rinascere della natura il paesaggio culturale si arricchisce di particolari fioriture, talvolta anche abnormi: i festival. Dal cinema [...]

Con l’inizio della bella stagione e col rinascere della natura il paesaggio culturale si arricchisce di particolari fioriture, talvolta anche abnormi: i festival. Dal cinema al teatro, dalla letteratura alla musica, al balletto il Belpaese (e non solo) ritrova in ogni città, in ogni borgo un festival ad hoc, manifestazioni cucite su misura per porre all’evidenza quel tal territorio, quel certo personaggio, quella determinata scuola. Il risultato è un calderone di proposte, dove il rischio è ritrovarsi nella stessa minestra mediatica, confusi e inscindibili, il buono e il cattivo. Entrambi, ovviamente, finanziati in tutto o in parte con denaro pubblico. Senza entrare nel merito delle singole manifestazioni, la stagione della grande recessione richiama altre domande. La prima delle quali è quanti e quali festival o rassegne sono destinate a scomparire nell’immediatezza. Alla luce della generale scarsità di mezzi: cosa ne sarà dei festival? Quali prospettive? E cosa accade in Europa? Venerdì, 20 marzo, si tenterà di dare risposte circostanziate a Bologna (Laboratori DMS, Via Azzo Gardino, 65) dove a cura del Dams e dell’Afic è in programma “Fare festival …al tempo del colera”, una giornata di studi sul senso e le prospettive delle rassegne cinematografiche in Italia. L’incertezza sulle risorse economiche sembra essere il nodo più difficile da sciogliere, tuttavia chi organizza, progetta, elabora i programmi delle rassegne cinematografiche, degli eventi culturali, dei festival, ha il dovere di non ridurre tutto il dibattito al semplice fattore finanziario. Il rapporto col pubblico e col mercato, i collegamenti istituzionali, la formazione, i giovani (autori-artisti), la necessità di costruire nuovi modelli di riferimento, la visibilità dell’evento sono solo una parte degli aspetti da sondare in profondità. Seguiremo l’evolversi dei fatti. (Antonella Durazzo)

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag