Quegli scatti che abbracciano il mondo

Salvare il Pianeta con uno scatto. E’ lo scopo di “Terra madre”, la mostra del National Geographic dedicata alle meraviglie della natura che rischiano di [...]

Salvare il Pianeta con uno scatto. E’ lo scopo di “Terra madre”, la mostra del National Geographic dedicata alle meraviglie della natura che rischiano di essere distrutte dall’inquinamento e dall’uso sconsiderato che ne fa l’uomo. Sono 101  gli scatti che raccontano gli sguardi preoccupati degli aborigeni australiani, la sofferenza di uno squalo imbrigliato nella rete di un peschereccio, l’incendio della foresta amazzonica, una coperta di plastica con cui si cerca di frenare il precoce scioglimento di un ghiacciaio, di un uomo che si rinfresca con l’acqua di un serbatoio nel deserto del Sahara. Le immagini, quasi tutte inedite, sono opera di 39 fotografi della storica rivista. Come ad esempio Paul Nicklen, conosciuto come “il fotografo dei ghiacci”, Carsten Peter, specialista della fotografia naturalistica estrema;  Joel Sartore, tra i veterani della rivista e Steve McCurry. Ci sono anche le opere di Alexandra Boulat, fotoreporter di guerra morta prematuramente l’anno scorso, che ha ritratto i visi delle vittime di numerosi conflitti. La mostra, a cura del direttore di National Geographic Italia Guglielmo Pepe, è ospitata fino al 29 marzo nello Spazio Fontanta in via Milano a Roma, con ingresso libero. L’evento, comunque, non è solo un grido d’allarme sui rischi che sta correndo la Terra, ma un inno d’amore alla bellezza della natura.(Meg)

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