“Fulvio Roiter – un maestro della fotografia italiana” è il titolo della mostra che sabato 7 marzo s’inaugura all’Art action- spazio arte di Novara. Organizzata dalla Società fotografica novarese e curata da Michele Ghigo, la retrospettiva rimarrà allestita fino al 22 marzo. Considerato uno dei fotografi italiani più noti a livello mondiale, protagonista di una stagione ancora pioneristica, Fulvio Roiter (Meolo, Venezia, 1926) si è formato artisticamente nel circolo fotografico “La Gondola” fondato a Venezia nel 1948, dove ebbe come maestri Paolo Monti e Gino Bolognini. Dopo gli studi di chimica la sua passione per la fotografia diventa mestiere, e nel 1953, con pochi soldi in tasca e due macchine fotografiche Rollei (di cui una in prestito) parte in treno per la Sicilia, deciso a documentare la realtà di quell’isola così lontana da lui. Affitta una bicicletta a motore e realizza una serie di fotografie indimenticabili, entrando anche in una miniera di zolfo, a 400 metri sotto terra, dove gli operai, a causa della temperatura e dell’umidità lavoravano nudi. Propone il suo lavoro all’editore “Guilde du Livre” di Losanna che lo apprezza molto ma si limita ad acquistargli solo qualche foto di bambini. Ma già l’anno dopo gli pubblica il suo primo successo “Venise à fleur d’eau” e poi “Ombrie , terre de Saint François” libro che nel 1957 gli valse il “Premio Nadar” per il libro fotografico più bello dell’anno. Il successo è acclarato, e con questo i viaggi che porteranno Roiter in giro per il mondo, un testimone armato di macchina fotografica. (An.Dur)
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