Mario Schifano

Un pezzo importante di Storia dell’Arte è offerto fino al 1 Febbraio a Milano presso il Credito Valtellinese, la Fondazione Stelline e l’Accademia di Belle [...]

Un pezzo importante di Storia dell’Arte è offerto fino al 1 Febbraio a Milano presso il Credito Valtellinese, la Fondazione Stelline e l’Accademia di Belle Arti di Brera. E’ la mostra retrospettiva offerta al grande Mario Schifano. Mentre negli USA a partire dagli anni Sessanta iperversava la rivoluzione della Pop Art, anche in Italia -specialmente nei centri di Roma e Milano- fiorivano poetiche dello stereotipo. Schifano è sicuramente uno dei pittori maggiormente rappresentativi dell’arte nazionale del periodo, che apre le danze con i suoi Monocromi, con il tentativo di cancellare e azzerare il pittoriccismo informale degli anni precedenti.

Successivamente Schifano si lascia affascinare dal mondo cinematografico, della pubblicità, dei consumi e ingloba nei suoi lavori stereotipi della vita contemporanea: da quelli secondari a quelli più colti. Si passa quindi da un Ex film ai lavori sull’avanguardia futurista citando un maestro come Balla o il manifesto futurista stesso. Presenti in mostra diverse opere con gli schiermi televisivi, le pennellate sicure e dalle cromie vivaci sugli scatti di polaroid, alcune grandi tele di paesaggi e un’ampia selezione di disegni-studio. Forse i lavori più significativi in mostra. La sorpresa più grande si trova all’Accademia della Belle Arti di Brera. Trattasi della gigantesca opera Chimera. Qui vediamo uno Schifano che ricerca un dialogo col passato, con le sue origini e con una meta irraggiungibile, una vera chimera.

Un lavoro contemporano della sua epoca, toccante nel vivo le svolte della società, i suoi anfratti e le sue poblematiche. Un’opera di qualità altissima e dai caratteri unici.

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag