Riportiamo il caso di G. V. che ci è sembrato emblematico per la metodologia Daring. Chissà che attraverso il blog non vengano a galla consigli validi ed idee per progredire nel suo progetto ancora in evoluzione.
G.V. è un ragazzo di 35 anni di Milano che lavora nel campo degli eventi culturali. Dopo alcuni disguidi con la società di Torino nella quale ha lavorato per 4 anni ha deciso di mettersi in proprio, facendo tesoro dell’esperienza passata e ammodernando il concetto di consulenza culturale.
Ha deciso di aprire uno spazio (lo sta cercando a Milano in qualsiasi zona della città) nel quale insediare il proprio ufficio di consulenza culturale. Inoltre è interessato ad creare una zona detta Cultural Market nella quale gratuitamente verranno messi in archivio ( digitale e cartaceo) progetti culturali ideati da chiunque facente parte del mondo. Con la possibilità di esporli anche in bacheche, pagando una somma piuttosto esigua per l’affitto dello spazio, al fine di trovare, magari, sovvenzionatori. Il Cultural Market dovrà divenire un luogo nel quale rintracciare, condividere, discutere circa progetti che svariano da una mostra d’arte ad un nuovo esercizio commerciale, ad un libro od una piece teatrale, un festival oppure un incontro pubblico. Un progetto al mese verrà sviluppato o presentato ufficialmente nello stesso spazio.
Per questo lo spazio dovrebbe essere di circa 100-200 metri quadri.
Cosa ne pensate? G.V. è al lavoro. Ha idee, pochi soldi e tanta voglia. Suggerimenti? Magari offerte immobiliari?




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November 26th, 2008 at 6:13
[...] Il mercato Culturale, progetto che abbiamo menzionato qualche giorno fa, sta prendendo vita. Trovato lo spazio (Via della Moscova), ora non resta che mettere in discussione i punti basilari della metodologia. [...]
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