Chicche torinesi
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p style=”text-align: left;”>Per coloro che amano del nostro paese non solo le meraviglie gastronomiche ma anche le sue origini storiche, non potevamo mancare con un appuntamento nella prima capitale d’Italia: Torino. Attraversata dal verdognolo Po’, con i suoi palazzi e la Mole che svetta imponente e controlla i suoi cittadini, una pianta a scacchiera che definisce tuttora il centro storico, Torino racchiude in sé un fascino austero, rigoroso, definitivamente sabaudo. Incastonata in questa cornice la cucina piemontese trova massima espressione per la genuinità dei piatti e la qualità delle materie prime, in un clima che, nell’anno, si fa sentire pungente eppure accoglie le note del caldo smorzato autunnali.
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p style=”text-align: left;”>Torino, però, è conosciuta, a livello internazionale, anche per il suo attivismo in campo artistico, contemplando e coniugando in una cornice storica esperimenti avanguardistici, di arte contemporanea sperimentale ed estrema. Non è per caso infatti che proprio qui sia stato realizzato il Parco di Arte Vivente (PAV). Il PAV é un esperimento che non finisce mai di pulsare. Esso intende essere uno spazio, un luogo fisico di riflessione, nel quale artisti e pensatori possono soffermarsi a riflettere circa sopratutto il rapporto tra arte e natura. Un legame che, sempre più, viene dimenticato per fare spazio a collisioni ritenute più interessanti e che, tuttavia, è il nucleo fondamentale di quello che significa essere umani. Il PAV vuole divenire un nucleo di conoscenza che sia in divenire con il pubblico che vorrà frequentarlo: le opere naturali, attraversate dalla linfa della vita, subiranno processi di mutazione per cause endogene (interne al sistema naturale) ed esogene (causate da elementi esterni) che segneranno inevitabilmente la loro vita.
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photo credit: we-make-money-not-art
Questo tentativo di meta-arte è il fulcro di ciò che l’arte è davvero: un concetto che fluisce, in meta-esistenza.
A fare da retroterra artistico è stata fondata da Piero Gilardi l’AcPav (Associazione Parco Vivente) con lo scopo di riunire i primi pionieri di questo nuovo approccio (artisti, curatori, designer…), per fornire, da subito, al quadrifoglio -questa è la forma del PAV- materiale di cui vivere. Progetti di rilievo trasversali sotto il profilo tecnico -da opere d’arte naturali ad architettura bioclimatica, passando per biogenetica ed esperienze di Public and land art- sono stati raccolti in una serie di pubblicazioni e iniziano a prendere vita nel parco e nelle sale interne della sede. Il Parco di Arte Vivente è uno degli esperimenti più audaci di pensiero in Italia, una giusta e dovuta presa di coscienza a favore del riposizionamento dei criteri che sono alla base del rapporto uomo-natura, un fondamentale punto fisico di partenza verso riflessioni (di ogni genere) ecosostenibili.
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photo credit: we-make-money-not-art
Invece, se foste a spasso per le vie del centro e aveste voglia di un pranzetto veloce ma gustoso, di un buon aperitivo o di un calice di vino, il centralissimo Ham and You è il locale che fa per voi. Prosciutti, formaggi, salumi e vini prelibati e dalle provenienze più diverse, tutte rigorosamente spiegate con criterio, caratterizzano l’impronta di una “prosciutteria” che assomiglia molto, per qualità e servizio, ad una boutique. La posizione nodale, poi, invoglia anche per spuntini prima o dopo teatro. Un locale intimo, dai tratti rustici, eppure raffinato e dai toni di un modernismo non esclusivo ma invitante, permette ai clienti una pausa dolce o salata, vegetariana e non, in piena tranquillità. Da Ham and You ci si può far raccontare il viaggio ambiguo e inarrivabile del calice di vino che state bevendo, salvo poi risvegliarvi e riscoprire il cuore metropolitano della città.
Poiché le “trattorie di una volta” sono ormai in via di estinzione, ci ha pensato Maria Buzzi a far riscoprire ai torinesi la bontà casereccia. Recuperando gli antichi locali – mantenendo quindi una posizione centrale- e preservando l’insegna dell’antica osteria “Mamma Licia”, nasce la nuova Tratto-ria. Questo ristorantino, con una quarantina di coperti, propone un menù contenuto nella scelta ma in grado di regalare un’esperienza speciale per ogni singolo piatto. La pasta fatta in casa, i sughi artigianali e ogni volta diversi ( Mamma Licia era molto noto sotto questo aspetto), i secondi di carne piemontesi e i dolci fatti in casa. L’atmosfera è accogliente: barche a vela e scatti da regata appesi alle pareti, tavoli in legno e un servizio cortese e attento faranno della cena un’esperienza enogastronomica di livello senza perdere il gusto di casa in fronzoli eccessivi. Da Tratto-Ria l’esperienza culinaria non si ferma al piatto, che è caldo in ogni senso, spesso avvolto nelle note di una tradizione piemontese e italiana forte, ma arriva al cuore con tutta la gamma di sensazioni necessarie: un oste (donna) bella e cortese, un vino, le vie della città sabauda che si snodano, la mole che torreggia, Palazzo Madama che arrossisce per un complimento.
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Indirizzi e numeri:
Parco d’Arte Vivente Sede temporanea Via Giordano Bruno 31, 10135 Torino Tel. 011.19505210 Cell. 320.5612047 E-mail: info@parcoartevivente.it www.parcoartevivente.it
Ham and You Via Pietro Micca 15c, Torino Tel. 011-5404.24/25 Fax 011-8390914 www.hamandyou.it info@hamandyou.it Parcheggio difficoltoso, consigliamo parcheggio a pagamento in Piazza Bodoni Prezzo medio: 6 euro per consumazione.
Tratto-ria SAS di Maria Buzzi Via Giuseppe Mazzini 50, 10123 Torino Tel. 011-8142078 Parcheggio difficoltoso, consigliamo parcheggio a pagamento in Piazza Bodoni Prezzo medio a cena: 30 euro; a pranzo menu fisso: 10 euro
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[...] filone, uno degli ultimi, è il PAV, di cui abbiamo fatto ampio riferimento in questo stesso blog (vedi qui). Piero Gilardi, creatore e sostenitore fattivo, è uno dei capiscuola viventi di un’arte [...]