Venezia 68. Due protagonisti: Roman Polanski e Abel Ferrara

Bella stagione, l’autunno, per gli appassioneti di cinema. Due settimane, neppure, e la 68ma edizione della mostra di Venezia (31 agosto – 10 settembre) ci […]

Bella stagione, l’autunno, per gli appassioneti di cinema. Due settimane, neppure, e la 68ma edizione della mostra di Venezia (31 agosto – 10 settembre) ci ritufferà nella buona stagione  cinematografica. E aspettano i cinefili, sognando il capolavoro o il film della vita perché chi ama davvero la settima arte al sogno ci è portato.  Non sappiamo se ci saranno capolavori, ma film molto attesi sì. E in questa marcia di avvicinamento nella quale giorno dopo giorno passeremo in rassegna protagonisti di questa nuova edizone del più antico festival cinematografico, partiamo da due dei nomi circondati dalle maggiori aspettative: Roman Polanski e Abel Ferrara. Entrambi nel concorso internazionale.

 

Nei giorni scorsi al festival di Locarno, dove ha ricevuto il Pardo d’onore Swisscom, Abel Ferrara  ha regalato al pubblico qualche assaggio del suo ultimo 4:44 Last Day on Earth, protagonisti Willem Dafoe e Shanyn Leigh (attuale fidanzata di Ferrara), nelle vesti di una coppia newyorchese.  Il titolo è eloquente, si tratta del racconto della fine del mondo, che avverrà alle 4.44 (secondo la numerologia cinese il 4 rappresenta la morte) di un non ben precisato giorno.

Abel Ferrara a Locarno

Un’apocalisse vera, con la fine di ogni cosa ha assicurato il regista, uomini, piante, animali, l’ìntera biosfera “fatta fuori” dal buco dell’ozono. Insomma, un film dal finale definitvo, almeno così pare dal poco che si conosce.

Per Carnage, il film di Roman Polansky, invece, una trama conosciuta, il lavoro del regista polacco è infatti tratto  dal lavoro teatrale di Yasmina RezaGod of Carnage“, che nel 2009 ha conquistato un Tony Award come miglior spettacolo, “Carnage”, racconta la storia di due coppie di Brooklyn che si trovano “per discutere” dopo che i loro bambini sono rimasti coinvolti in una lotta al parco giochi. Protagonisti Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly.

L’incontro di questi genitori, parte – almeno nel lavoro teatrale – in maniera alquanto innocua ma è solo questione di tempo e tra i quattro si scatenerà l’inferno, i protagonisti cadono preda di un nuovo personaggi, “il dio della carneficina”. Le letture del film, come capita per tutte le opere del 77enne, possono essere molteplici, l’autrice del testo ne ha suggerita in un’intervista all’Independent una di particolare intensità. Nella sconfitta del dialogo tra il piccolo gruppo umano la metafora del vero dramma dell’umanità, la mancanza di riconciliazione, l’inutilità della guerra, non a caso Yasmina Reza è francese con un padre ebreo iraniano e Polanski è decisamente regista politico.

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