The Hurt Loker, il film ignorato a Venezia ed il rammarico di Paolo Baratta

“Sono lieto che The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, oggi vincitore di 6 Oscar, sia stato selezionato in anteprima mondiale per il Concorso 2008 della […]

“Sono lieto che The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, oggi vincitore di 6 Oscar, sia stato selezionato in anteprima mondiale per il Concorso 2008 della Mostra di Venezia, diversamente dagli altri due film della stessa regista in precedenza presentati sempre alla Mostra ma fuori concorso, Strange Days (1995) e K-19:  The Widowmaker (2002).
Naturalmente sono rammaricato che The Hurt Locker non sia stato premiato a Venezia, ma dobbiamo tener fede al principio dell’autonomia di giudizio delle giurie internazionali, che rappresentano un elemento caratterizzante tutti i grandi Festival cinematografici”, così Paolo Baratta presidente della Biennale di Venezia nel commentare l’ottimo successo della Bigelow agli 82mi premi Oscar.

Ad ogni modo alla 65ma Mostra del cinema di venezia, la Bigelow collezionò alcuni premi collaterali, come il Premio Arca Cinemagiovani, il Premio Human Rights Film Network Award ed il premio Signis. Premi minori.

Un film che di sorprese ne riserva tante. Intanto Kathryn Bigelow affronta un tema prettamente maschile come la guerra, ed in quello che si configura come un reportage quotidiano della vita dei soldati Usa in Iraq – più precisamente di una squadra specializzata in sminamenti –  emerge una verità durissima sull’animo umano: la violenza della battaglia può infatti diventare una sorta di dipendenza, una fatale attrazione.

Così pare essere per il nuovo sergente della squadra James (Jeremy Renner), che manifestando indifferenza al pericolo  catapulta i suoi sottoposti in un mortale gioco di guarrilla urbana. Il tutto seguendo un ritmo narrativo, anche questo poco femminile – che tiene col fiato sospeso.
Ma se l’azione è fortemente avvincente, la Bigelow riesce a scrutare con efficacia il dramma umano di coloro che in un batter d’occhio, con il solo aiuto di una pinza, giocano tra la vita e la morte tranciando il filo che rappresenta la  salvezza di vite umane. E’ in quell’istante di paura estrema che la vita si riappropria pienamente di tutto ciò che è davvero importante.

In un quarto di secolo di carriera, The Hurt Locker è il settimo film della regista ed è basato sulle esperienze personali dello sceneggiatore Mark Boal che durante la sua attività di giornalista è stato al seguito di un reparto speciale di artificieri.

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