Sundance Film Festival, una ventata d’aria fresca

Cinefili in allerta, fino al 27 gennaio è di scena il Sundance

A 35 anni suonati anche il Sundance Film Festival si può definire adulto. Partito ieri nella cornice innevata di Park City, Utah, il festival del cinema indipendente co –fondato nel 1978 da Robert Redford, dopo aver sospinto nella galassia delle celebrità un gran numero di registi, film e attori, resta il miglior antidoto al rutilante luccichio hollywoodiano che di qui a un mese tornerà a celebrare se stesso con gli Oscar. Senza retorica ma con pragmatismo, al Sundance il cinema e le sue storie contano, come contano le storie dei nostri tempi presentate in quelle sezioni documentaristiche, fortemente sostenute da Redford, che hanno contribuito a rilanciare il genere su scala planetaria. Il passaggio Sundance appiccica al prodotto il bollino di qualità, cosa che non dispiace al mercato, tantomeno ai film a basso costo e alle stelle in ascesa in cerca d’investitori. Tanto per rinfrescare la memoria: il Sundance ha fatto da trampolino a filmmaker del calibro di Steven Soderbergh, Kevin Smith, Quentin Tarantino ed ha permesso a “piccoli film” d’imporsi su scala globale, come “Little Miss Sunshine,” ”Precious,” ”Winter’s Bone” e al vincitore della scorsa edizione “Beasts of the Southern Wild(Re della terra selvaggia), candidato agli Oscar come miglior film.

 

lovelace d20_268.NEFCon la certezza che qualche star in palinsesto non guasta mai, neppure in questo paesello di montagna dello Utah, tra i 119 i film che saranno presentati spiccano diverse stelle, ma in testa vogliamo mettere il rappresentante italiano: Giorgio Diritti, con There Will Come A Day (Un giorno devi andare), suo terzo lungometraggio (dopo i successi de Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà) con protagonista Jasmine Trinca (foto di testa) nel ruolo della giovane Augusta. Per sfuggire a dolorose vicende familiari, la donna va a vivere in una favela brasiliani ai margini della grande foresta amazzonica. Quella semplicità di vita le farà trovare se stessa, e l’amore, nel corpo e nell’anima. In una dimensione in cui la natura assume un senso profetico, scandisce nuovi tempi e stabilisce priorità essenziali, Augusta incarna la questione universale del senso dell’esistenza jOBS_still1_AshtonKutcher__byGlenWilson_2012-11-23_04-41-03PMumana. Lo troveremo in sala il 28 marzo. Altro film italiano è Il futuro (The Future) di Alicia Scherson, girato a Roma, è questa la prima coproduzione tra Italia (con la Movimento Film di Mario Mazzarotto), Cile, Germania e Spagna, e sarà presentato in concorso e in anteprima mondiale domani, 19 gennaio, e saranno presenti oltre alla regista, gli attori Manuela Martelli, Rutger Hauer e Nicolas Vaporidis. Tratto dall’ultimo romanzo di Roberto Bolaño “Un romanzetto canaglia” (Sellerio Editore) ed è il primo e unico film tratto da un suo romanzo. Scritto dal grande autore cileno (in molti paesi si parla di bolano-mania) durante un soggiorno a Roma è la storia di due fratelli adolescenti (Martelli e Ciardo) che, rimasti orfani improvvisamente, si addentrano progressivamente in una vista tra crimine e prostituzione spinti da due piccoli delinquenti (Vaporidis e Alessandro Giallocosta) che si fingono loro amici La speranza arriva personificata in Maciste ex stella del cinema (Rutger Hauer), vecchio e cieco, inutile e affascinante. Un uomo tutto muscoli e dal cuore grande che sarà in grado di far sentire Bianca al sicuro e farle vedere quella luce di cui la ragazza ha bisogno per affrontare il futuro.

La lineup è golosa. L’attesa principale è per Ashton Kutcher nel ruolo di Steve Jobs nel film di Joshua Michael SternjOBS“, la biografia del co fondatore di Apple s’è assicurata l’ultima passerella del festival; e poi Amanda Seyfried nel ruolo della pornodiva Linda Lovelace nel film di Rob Epstein e Jeffrey Friedman’sLovelace“; e ancora Shia LaBeouf ed Evan Rachel Wood nel film di Fredrik BondThe Necessary Death of Charlie Countryman“; poi Dakota Fanning ed Elizabeth Olsen nel lavoro sull’adolescenza di Naomi FonerVery Good Girls“; e ancora, Daniel Radcliffe nella parte di del poeta della beat generation Allen Ginsberg per il film di John Krokidas “Kill Your Darlings”…99TheOccupyWallStreetCollaborativeFilm_still1_MarisaHolmes__byAlexFradkin_2012-11-23_07-03-15PM

Come anticipato, i documentari al Sundance hanno la stessa rilevanza dei film di finzione, le tre sezioni (premiere, documentari USA e documentari dal mondo) presentano una varietà di temi d’interesse indubbio: dalla storia di WikiLeaks di Alex Gibney, al tema della diseguaglianza economica trattata dall’esperto di politiche economiche Robert Reich in Inequality for All; e poi ecco 99% – The Occupy Wall Street Collaborative Film, girato e prodotto nell’ambito del movimento di protesta, e Pussy Riot: A Punk Prayer che esamina “vita e miracoli” delle quattro famose contestatrici russe, e non è tutto ma ne riparleremo (a.d)

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