Sergio Leone a 25 anni dalla sua scomparsa continua a vivere il suo mito

25 anni fa moriva uno dei più grandi registi del cinema italiano, Sergio Leone, regista della trilogia del dollaro e di C’era una volta in America, tra le altre cose, il re degli spaghetti western e lo scopritore di Clint Eastwood

Senza di lui il cinema italiano non sarebbe lo stesso, senza di lui il western non sarebbe lo stesso. Sergio Leone ha rivoluzionato il cinema italiano dagli anni 60 in poi. Maestro, tecnico, autore e artista, Leone era uno dei pochi che poteva rendere uno spaghetti western un capolavoro della storia del cinema per poi realizzare drammi storici come Il Colosso di Rodi e C’era una volta in America. 25 anni senza Sergio.

De Sica, Monicelli, Pontecorvo, Risi, Fellini, Pasolini, Rossellini, questi sono i membri del gota del cinema italiano. Tra di esse c’è anche lui, sigaro in bocca, barbona, occhialoni e fisico robusto, ma animo sincero e affabile. Sergio Leone poteva sembrare un uomo pratico, un regista spiccio, ma era un vero autore, un occhio esperto. Quando dovette dirigere il suo primo western, Per un pugno di dollari, dichiarò “Posso farlo da casa mia, non devo andare fino in Spagna [dove si giravano gli spaghetti western], basta mettere la telecamera qui, una li ed è fatto“. Certo, ma solo lui riuscì a fare quelle riprese, quei primi piani.

La sua trilogia del dollaro (Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il buono, il brutto e il cattivo) era un mix di epica e stile fumettistico, nata come remake di Yojimbo di Kurosawa. Lanciò un grande attore come Clint Eastwood (anche se diceva “Ha solo due espressioni, con il cappello e senza“) e si avvalse delle melodie magnifiche di Ennio Morricone, fatte di fischi e frustate. Molti registi contemporanei ancora oggi lo citano, da Tarantino a Scorsese a Lucas e Miike.

Il suo primo film lo firmò Bob Robertson, ovvero figlio di Roberto, infatti il suo papà era Roberto Roberti, anche’esso regista. Aveva paura che il nome italiano non facesse abbastanza scena. Negli anni 80 lanciò anche un altro attore, un ex comico romano, Carlo Verdone producendogli il suo primo film, Un sacco forte.

Ecco un giovane Leone e un giovane Eastwood sul set di Il buono, il brutto e il cattivo a discutere di un’inquadratura, anche Eastwood divenne regista pochi anni dopo e partì proprio dai western, come il suo maestro.

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