Planes tra arte e tecnologia, il backstage di un capolavoro dell’animazione

Planes, nelle sale italiane l’8 novembre, è il nuovo film Disney ispirato al mondo di Cars – Motori ruggenti, la produzione Disney-Pixar che nel 2006 ha aggiunto un nuovo capitolo alla storia dell’animazione. Prodotto nei Disneytoon Studios , Planes racconta la storia di un aereo agricolo convinto di poter fare più che occuparsi dei campi coltivati. La storia della sua complessa produzione merita d’essere approfondita

Il regista Klay Hall amava gli aerei molto prima che Planes decollasse. Così quando il produttore esecutivo John Lasseter ha chiesto al veterano dei Disneytoon Studios se fosse interessato a dirigere un lungometraggio ambientato nei cieli, è stato un gioco da ragazzi. “Ho sempre amato gli aerei” afferma Hall. “Mio padre era in Marina Militare e suo padre era anche un pilota. Hanno volato tutta la vita, trasmettendo anche a me la loro passione per il volo”.

E prosegue: “Penso che il pubblico apprezzerà davvero Planes, perché si tratta di una grande storia che ruota attorno a un personaggio che parte svantaggiato. C’è molto sentimento e trasmette un messaggio che vale per tutti noi: se riuscissimo a credere in noi stessi, ad abbandonare le nostre sicurezze e a lasciarci alle spalle qualsiasi paura ci trattenga, rimarremmo sorpresi dai risultati che potremmo ottenere. Ed è esattamente quello che succedere a Dusty in questo film. È un aereo agricolo che non ha mai volato sopra i 300 metri, ma sogna di essere il più veloce aereo da competizione del mondo. Deve superare diversi ostacoli e ha bisogno di scavare nel suo profondo per trovare il coraggio di diventare più di ciò per cui è stato costruito”.

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COME FUNZIONA UN AEREO?

 

Quello di diventare più di ciò a cui sei stato destinato è il tema chiave del film. I realizzatori hanno dovuto capire innanzitutto come sono costruiti gli aerei e come funzionano prima di poter aiutare Dusty superare i suoi limiti strutturali. Grazie alla ricerca che hanno condotto, sono stati anche sicuri di seguire la filosofia sostenuta da Lasseter: la conformità ai materiali. Il principio applicato al film Disney Planes ha richiesto agli artisti di tenere a mente la struttura fisica di un aeroplano, la sua struttura d’acciaio, le sue dimensioni e il suo peso, mentre disegnavano e animavano i personaggi. Le ali non potevano essere piegate, le fusoliere non erano allungate o schiacciate e i propulsori dovevano muoversi proprio come quelli veri. I realizzatori hanno trovato modi molto più sottili per trasmettere azione ed emozione. Ma il tutto è iniziato con la ricerca. “Ci siamo divertiti tantissimo a esplorare il mondo degli aeroplani” dice Hall. “Siamo riusciti ad approfondire l’esperienza con ogni tipo di volo: mongolfiere, bombardieri della Seconda Guerra Mondiale e diversi tipi di jet e aerei civili”.

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Molti membri del team di produzione hanno partecipato a viaggi didattici, prendendo parte a manifestazioni aeree, visitando musei, una portaerei e una serie di aeroporti di piccole città, per respirare l’atmosfera, approfondire le loro conoscenze sugli aerei e assicurare autenticità alla storia. “Ero come un bambino in un negozio di caramelle” prosegue Hall. “Siamo riusciti a parlare con pionieri dell’aviazione e piloti di aerei da combattimento, veterani della guerra di Corea, piloti collaudatori civili. Abbiamo avuto un accesso speciale a Blue Angel e Thunderbird. È stato fantastico”.

 

SULLA PORTAEREI

I membri del team di produzione hanno anche visitato la USS Carl Vinson. La portaerei di classe Nimitz, che vanta una storia che risale al suo varo nel 1980, è stata un grande riferimento per una scena del film ambientata su una portaerei. Il produttore Traci Balthazor-Flynn si è unita a Hall e qualche altro membro del team per osservare le esercitazioni di tiro, oltre a una serie di decolli, tra cui un Hornet, elicotteri e aerei cargo C-2. “Atterrare su una portaerei e poi condurla fino al porto si piazza al primo posto tra le dieci cose più emozionanti che abbia fatto nella mia vita” afferma Balthazor-Flynn. “È stato bellissimo parlare all’equipaggio, abbiamo persino fatto controllare alcuni dei dialoghi del film a qualche ufficiale”.

Far decollare, letteralmente, il film ha richiesto una combinazione di ricerca, collaborazione e duro lavoro. “Abbiamo scoperto molto presto che con i carrelli a terra i personaggi erano reali” afferma Hall. “Ma non appena decollavano, quando dovevamo trasformare qualcosa in uno spazio tridimensionale, era molto più difficile. In un primo momento sembravano giocattoli”.

 

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ARRIVA LO SPECIALISTA DI VOLO

I realizzatori hanno fatto ricorso a Jason McKinley (Red Tails) come specialista di volo per il film. McKinley, creatore, produttore e regista della serie Dogfights per History Channel, è specializzato nel disegno di effetti di volo per cinema e televisione. “Con ogni scena di volo c’è un cielo enorme” afferma McKinley. “Stai volando tra 480 e 650 chilometri orari e lo spazio che percorri è vastissimo. Così abbiamo voluto trasmettere al pubblico quella grandissima sensazione di spazio e velocità”.

 

La prima strategia di McKinley riprende la fedeltà ai materiali di Lasseter: vere dimensioni, vera velocità. “Gli aerei devono essere di dimensioni reali, il contesto deve essere di dimensioni reali e devi far volare l’aereo alla velocità a cui può effettivamente volare. L’occhio umano rileva molto bene la velocità: tutti noi abbiamo visto un uccello volare o abbiamo lanciato una palla. Abbiamo archiviato nella nostra mente una biblioteca di movimenti e come tali dovrebbero apparire. Nel momento in cui ti discosti dalle leggi della fisica, chiunque ti sa dire che qualcosa non va”.

 

Anche prima di entrare nel team alle spalle del film Disney Planes, McKinley aveva fatto ricerche approfondite per capire le abilità fondamentali di ogni velivolo: velocità massima di virata, velocità massima di rollio, velocità massima. Ha applicato le sue conoscenze a circa 800 riprese di volo nel film; la sua sequenza preferita comunque è quella dell’ingresso di Dusty nel mondo delle competizioni, quando partecipa al Rally “Ali Intorno al Globo”. “Quello è il momento in cui cambia” spiega McKinley. “Passa dall’essere un aereo agricolo al diventare un vero aereo da competizione. Volevamo che fosse un momento grandioso e abbiamo finito per farne una sequenza di 50-60 riprese”.

 

E ARRIVA IL PILOTA

 

A contribuire all’autenticità del volo ci ha pensato Sean Bautista, che ha ottenuto il brevetto di pilota alla scuola superiore e ha continuato pilotando una serie di velivoli, dai Cessna ai Piper fino agli F4, gli F16 e i 747 commerciali, accumulando diverse migliaia di ore di volo nel corso della sua carriera. “Ho potuto rispondere a domande tecniche come ‘In che modo aumenti i cavalli vapore su un aereo agricolo con propulsore turbo PT6?’”.

 

Bautista ha mostrato alla produzione come incrementare la competitività di Dusty mediante manovre specializzate che deve imparare a padroneggiare prima di accedere al circuito di gara. Ha messo la sua esperienza di volo a disposizione della produzione quando è arrivato il momento di affrontare l’aspetto dei diversi velivoli e del volo stesso.  Ha anche aiutato a rendere autentici alcuni dialoghi. “Andavamo fuori a pranzo e loro accendevano il registratore e mi chiedevano di parlare come un pilota militare o un controllore di volo. Questi ragazzi non parlano in gergo normale, è come stenografato e difficile da capire. Ma inserire cose reali dà proprio la sensazione giusta”.

 

I realizzatori hanno deciso di registrare aeroplani veri per sottolineare la validità delle scene di volo. “Abbiamo registrato aerei agricoli per Dusty, alcuni vecchi biplani, un aereo bimotore e persino un F-18 della Marina” afferma McKinley.

 

PUNTARE IN ALTO

 

Mentre i realizzatori esploravano gli aerei veri, hanno scoperto che molti dei dettagli che avevano raccolto contribuivano a portare avanti la storia. Poiché gli aerei agricoli non hanno necessità di volare oltre i 300 metri, i realizzatori hanno pensato che nonostante il suo sogno di diventare un aereo da competizione famoso in tutto il mondo, Dusty potrebbe avere delle riserve nel fare quello che occorre per raggiungere il suo obiettivo. “Non è fatto per volare alto, non ha mai dovuto volare alto” afferma Hall. “Quindi ha perfettamente senso che abbia paura dell’altezza”.

 

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E ARRIVA PURE LO PSICOLOGO 

 

La paura di Dusty per l’altezza ha spinto i realizzatori a richiedere la consulenza di uno specialista di fobie per essere sicuri di illustrare la paura in modo appropriato. “Sapevamo che se fossimo riusciti a catturarla nel modo giusto, avremmo potuto creare un legame più intenso con quel ragazzo nel pubblico che sta affrontando la sua paura, che sia dell’altezza o di qualcosa di completamente diverso” afferma Hall. “È facile immedesimarsi con il personaggio e il carattere di Dusty perché tutti noi soffriamo di paure, alcuni più di altri, e tutti noi abbiamo lottato nella vita non senza difficoltà” afferma John Tsilimparis. Lo psicoterapeuta che ha curato persone con disturbi d’ansia per due decenni, afferma che Loc_Planes_300dpil’acrofobia, la paura delle altezze, è “caratterizzata da sintomi di vertigini, sudorazione, nausea, scarsa salivazione, tremore, palpitazioni, respiro affannoso e incapacità di parlare o pensare lucidamente. “Il dilemma di Dusty è molto umano e abbiamo ragionato sul suo dolore” continua Tsilimparis. “Proviamo compassione nei suoi confronti e vogliamo che riesca nella sua impresa. Amiamo chi parte svantaggiato”. Tutti noi nella nostra vita siamo stati il personaggio svantaggiato” aggiunge Hall. “A un certo punto tutti noi siamo stati Dusty. È questa familiarità, insieme all’autenticità che abbiamo cercato di inserire a ogni livello, che farà parteggiare il pubblico per questo ragazzo. E penso che sia una delle parti migliori quando si va a vedere un film”.

 

LA SINOSSI

 

Planes vede protagonista Dusty, un piccolo aereo agricolo dal cuore grande e con un unico sogno: partecipare alle gare ad alta quota come aereo da competizione. Ma Dusty non è stato esattamente progettato per gareggiare e soffre di vertigini. Così si rivolge all’aviatore navale Skipper, che lo aiuta a prepararsi per sfidare Ripslinger, il campione in carica. Il coraggio di Dusty sarà messo a dura prova quando cercherà di raggiungere altezze a cui non aveva mai sognato di arrivare prima d’ora, dimostrando al mondo con grande prodezza di sapersi spingere oltre ogni record previsto.

 

PLANES IN ITALIA

 

Voci per il doppiaggio italiano del film sono Micaela Ramazzotti, la pluripremiata attrice, che dà voce ad Azzurra, la tenace star italiana delle gare di volo, e il tenore Gianluca Terranova, voce dell’esuberante latin lover El Chupacabra. Al loro fianco ci sono l’italiano d’adozione John Peter Sloan, che doppia il saggio Bulldog, e Gianfranco Mazzoni, giornalista sportivo che torna a dare voce a Brent Mustangburger, il cronista già incontrato in Cars 2. L’8 novembre, alle 10.30 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, “Planes” aprirà la decima edizione di Alice nella città, la sezione autonoma e parallela del Festival Internazionale del Film di Roma dedicata alle famiglie e alle giovani generazioni, che si svolgerà quest’anno dall’8 al 17 novembre 2013. Nella setssa data sarà nelle sale italiane.

 

(r.v)

 

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