“L’uomo che verrà”, ed è già storia

Ha 50 anni Giorgio Diritti, ma per come vanno le cose in Italia fino all’altro giorno era ancora nella schiera dei giovani registi. Poi è […]

Ha 50 anni Giorgio Diritti, ma per come vanno le cose in Italia fino all’altro giorno era ancora nella schiera dei giovani registi. Poi è arivato “L’uomo che verrà”, il successo al festival di Roma, i premi ed il plauso che critica e pubblico gli hanno riservato. Ed il bolognese – già collaboratore di Pupi Avati, nonché attivo in Ipotesi cinema, la scuola  di Ermanno Olmi – con questo lavoro entra finalmente nelle certezze della cinematografia italiana. Non che prima non lo fosse, diciamo che era una “certezza non dichiarata”, occorreva una conferma dopo la splendida vicenda del suo film d’esordio, “Il vento fa il suo giro”, del 2005. Film che ha partecipato ad oltre 60 festival nazionali ed internazionali, vincendo oltre 36 premi. Ha ricevuto 5 candidature ai David di Donatello 2008 e 4 candidature ai Nastri D’argento 2008, è inoltre diventato un vero e proprio “caso nazionale” restando in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo. 1.Il regista Giorgio Diritti con la protagonista Greta Zuccheri Montanari_(Foto di Cosimo Fiore)
Ma questo evidentemente non bastava a riconfermare pienamente la fiducia in Diritti. “Nel Giugno 2008 Diritti aveva scritto una lettera aperta al Sole 24 Ore in cui denunciava le difficoltà per i giovani autori cinematografici di trovare finanziatori per nuovi film” (Cinemitaliano.info). C’è chi risponde all’appello, dapprima la Toscana Film Commission, che invita il regista a girare in Toscana, poi si fanno avanti altri finanziatori pubblici e privati tra cui la Rai, il Ministero dei Beni Culturali, la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna che interviene in modo significativo tamite la Cineteca italiana. Il nuovo progetto va in porto, il film sulla strage di Marzabotto si fa.  Il racconto si sviluppa attraverso gli occhi dei contadini che vivevano in quei borghi del Monte Sole (Marzabotto, Vado-Monzuno e Grizzana-Morandi) dove i nazisti nel 1944 compirono quell’eccidio che annientò 770 persone, in prevalenza donne, bambini e anziani. Riprendiamo dalle note di regia:

“L’approccio ad un film di tale importanza storica non è stato semplice scrive Diritti -. A distanza di sessanta anni da quei tragici eventi tutto appare sfocato dal tempo, si sente il peso della storia, si avvertono ancora faziosità, differenti interpretazioni o strumentalizzazioni
politiche. Il lavoro di ricerca sulla bibliografia già esistente, unito ad una raccolta di
testimonianze dirette, in collaborazione con l’Istituto Storico per la Resistenza “Parri” di Bologna, ottenute con interviste ai sopravvissuti alla strage e a partigiani, ha progressivamente messo in luce l’importanza di non dimenticare tale sacrificio e
soprattutto ha riportato ai nostri occhi volti, racconti, persone, famiglie.20.Bambini - Foto di scena (Cosimo Fiore)
“L’uomo che verrà” vuol essere un film sulla guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce e si trova suo malgrado coinvolto nei grandi eventi della storia che sembrano dimenticare le vite degli uomini. Un racconto cadenzato nei nove mesi d’attesa per la nascita di un bambino in un’umile famiglia di contadini: la loro speranza, filtrata dallo sguardo di innocente ingenuità, di stupore e di scoperta di Martina, la sorellina di 8 anni. Le vicende della guerra e della Resistenza si fondono man mano alla quotidianità in una faticosa convivenza che non intacca però il senso di speranza nel futuro e che pare ad una svolta positiva con l’imminente liberazione degli alleati. Ma gli eventi hanno un corso diverso e proprio il giorno in cui il bambino viene alla luce, le SS scatenano nella zona una strage. In questa tragedia disumana, la piccola Martina si rende protagonista di un percorso di speranza”.
Girato in dialetto bolognese, coi sottotitoli in italiano, “L’uomo che verrà” è un film dedicato agli innocenti delle guerre di sempre. Protagonisti sono Alba Caterina Rohrwacher, Maya Sansa e Claudio Casadio, la piccola Martina è Greta Zuccheri Montanari.

Maya Sansa

Maya Sansa

7.Greta Zuccheri Montanari - Foto di scena (Cosimo Fiore)

4.L'uomo che verrà_(Foto di Cosimo Fiore)

23.da sx Claudio Casadio e Alba Rohwacher - Foto di scena (Cosimo Fiore)

26.soldato tedesco durante eccidio_FOTOGRAMMA

35. da sx Maya Sansa, Laura Pizzirani e Alba Rohrwacher - Foto di scena (Cosimo Fiore)

36.da sx Gilli Zoello e Claudio Casadio - Foto di scena (Cosimo Fiore)

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