“La Migliore offerta”, Giuseppe Tornatore apre l’anno del cinema italiano

Amore e arte, misteri e bellezza; gli ingredienti del nuovo film di Tornatore

Il 2013 per il cinema italiano si apre con il ritorno in grande stile di Giuseppe Tornatore. Dal primo gennaio in sala il suo La Migliore offerta (The best offer), una storia d’amore dai risvolti gialli e dall’ambientazione raffinatissima con Geoffrey Rush e Donald Sutherland.

Dopo il grande affresco storico di Baarìa, il regista premio Oscar cambia chiave e abbandona la Sicilia con un film dal sapore mitteleuropeo ma interamente prodotto in Italia, girato in  inglese tra Vienna, Trieste, Bolzano, Roma, Milano e Praga. Un film dove l’arte, e il mondo delle aste fanno da cornice ad una storia d’amore dai toni inquietanti, un triangolo che vede all’apice una misteriosa donna, e agli altri vertici un gentiluomo in età avanzata, battitore d’aste; e un giovane e geniale antiquario irresistibilmente attratto dai macchinari antichi.

Una nota per la colonna sonora, che è ancora affidata a Ennio Morricone, legato al regista siciliano da un lungo e solido sodalizio artistico cominciato nell’88 con Nuovo Cinema Paradiso e proseguito con La Domenica Specialmente, Una Pura Formalità, L’Uomo delle Stelle, La Leggenda del Pianista sull’Oceano, Malena, La Sconosciuta e Bàaria. Prodotto da Arturo Paglia e Isabella Cocuzza per la Paco Cinematografica, il film è distribuito in Italia da Warner Bros. Nel cast oltre al premio Oscar Geoffrey Rush e a Donald Sutherland anche Jim Sturgess, e la bellissima Sylvia Hoeks.

 

SINOSSIUna vicenda molto semplice, campeggiata dalla parabola umana di un uomo colto e solitario, non più giovane, la cui ritrosia nei confronti degli altri è pari solo all’infallibile maniacalità con cui esercita la professione di esperto d’arte e battitore d’aste. Chiamato ad occuparsi della dismissione del patrimonio artistico di un antico edificio, l’antiquario si ritroverà al centro di una passione che cambierà la sua grigia esistenza.

Lo si potrebbe definire un film sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche un film sull’amore inteso come frutto dell’arte.

 

Dice Tornatore, che in precedenza aveva confessato che a questo film pensava almeno da vent’anni “Ha a che fare con il mondo delle aste, ma nonostante il protagonista (un intenso Geoffrey Rush) sia un battitore d’aste, La migliore offerta non è un film su questo ambiente. E’ una storia d’amore, e in amore non si può mai sapere quale sia l’offerta giusta, quella migliore. Il titolo ha un valore allegorico. Diciamo che nasconde una storia romantica intessuta come un giallo classico, anche se non si sono detective o assassini“.

(g.m)

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