James Cameron, dal pianeta Pandora alla Fossa delle Marianne

Rinchiuso in un futuristico sommergibile, il Deepsea Challenger che sembra appena uscito dai suoi film, James Cameron tra qualche settimana scenderà da solo nel punto […]

Rinchiuso in un futuristico sommergibile, il Deepsea Challenger che sembra appena uscito dai suoi film, James Cameron tra qualche settimana scenderà da solo nel punto più profondo degli oceani, la famosa fossa delle Marianne.

Martedì scorso durante i test effettuati in Papua Nuova Guinea, il regista candese è diventato il primo essere umano ad essere andato in solitaria nel punto più profondo del mare (8,2 chilometri). Ora punta a diventare il primo essere umano a visitare la Fossa delle Marianne in più di 50 anni, e di ritornare con gli animali, le immagini e dati che erano impensabili nel 1960.

Quell’anno fu la squadra di due persone della Marina degli Stati Uniti a bordo del sommergibile Trieste a raggiungere tale profondità passando solo 20 minuti in fondo.

Cameron invece potrà trascorrere circa sei ore sul fondale. Durante questo periodo ha intenzione di raccogliere campioni e filmare tutto in 3-D. Nulla dei suoi mondi immaginari può però essere paragonabile all’esplorazione della vita reale, ha detto Cameron, un veterano delle immersioni :”Quando sei in una spedizione, la natura non ha letto il copione, l’oceano non ha letto il copione, e nessuno sa cosa succederà dopo” ha confermato al National Geographic (da cui abbiamo tratto i dati) .

L’immersione sarà parte del progetto Challenge Deepsea, una partnership con National Geographic e il Rolex che porterà lui e una squadra di ingegneri, scienziati, registi e nelle regioni oceaniche profonde.

Il regista, 57 anni, ha detto che spera che il progetto contribuirà a rispondere ad alcune domande scientifiche, ad esempio se i pesci possono vivere nei più profondi recessi del mare, cosa ancora controversa.

La Fossa delle Marianne è una sorta di cicatrice lunga 1500 miglia (2.550 km) nel fondo marino del Pacifico, la trincea precipita per 6.8 miglia (11 chilometri) verso il basso, se il monte Everest sorgesse qui, la cima sarebbe a 1,6 chilometri sott’acqua. A causa della sua estrema profondità, la trincea è forse il luogo più disumano sulla Terra: avvolta nel buio perpetuo, gelido. Sul fondo, l’imbarcazione di Cameron sarà sottoposta a pressioni che si avvicinano agli 11.250.000 chilogrammi per metro quadrato.

Il viaggio non sarà un confortevole, il sottomarino, largo appena 109 centimetri è uno spazio ristrettissimo dove sarà impossibile stendere braccia e gambe. Cameron impiegherà un’ora e mezza per scendere, altrettante per salire, e sei ore rimarrà sul fondale facendo riprese e raccogliendo, grazie ad un braccio robotico espandibile, campioni di roccia ed esemplari di organismi viventi.

Oltre ai rari esemplari che potrebbero essere riportati in superficie per essere studiati, gli scienziati sostengono che un tuffo Fossa delle Marianne potrebbe aiutare a far luce sulle catastrofi naturali e persino sulla comparsa della vita sulla Terra.

 

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