Il 2012 del cinema italiano. Tra commedia e impegno

Il 2012 sarà l’anno del cinema, forse. E’ superato dai fatti il luogo comune della crisi economica complice perfetta del cinema. Non è più vero […]

Il 2012 sarà l’anno del cinema, forse. E’ superato dai fatti il luogo comune della crisi economica complice perfetta del cinema. Non è più vero che le ristrettezze favoriscano il rito, pur sempre economico, della serata in sala. E come la contrazione natalizia del botteghino suggerisce, quest’anno potrebbe darsi che la crisi morda tanto da rendere dispendioso per troppi anche il costo del biglietto. Sarebbe triste (e non solo per il cinema) ma non azzardiamo previsioni, e soffermiamoci piuttosto sulle certezze.

Le prossime settimane effettivamente si presentano alquanto golose per i cine-consumatori, e seppure questa volta sia facile prevedere come diversi titoloni americani faranno piazza pulita al box office, il 2012 si annuncia promettente per il cinema italiano. Diversi grandi nomi concentrano le aspettative maggiori: i premi Oscar Bernardo Bertolucci e Gabriele Salvatores, intanto, e il signore della commedia Carlo Verdone; poi c’è da incuriosirsi per la svolta “leggera” di Matteo Garrone; e prestare attenzione alle denunce di Marco Tullio Giordana, di Michele Placido, di Daniele Vicari. Ma andiamo con ordine.

La commedia – dicono i dati d’incasso – resta la locomotiva del cinema del Belpaese. E sull’onda di passati successi, ecco i ritorni. Partiamo da Immaturi di Paolo Genovese, in sala da mercoledì 4 gennaio. Il gruppone di quarantenni richiamati all’esame di maturità nel precedente episodio, come tutti gli altri “colleghi” di un’altra età s’imbarca per il rituale viaggio di fine scuola ritrovandosi su un’isola spagnola.

Per la serie firmata da Luca Miniero, in Benvenuti al Nord sono passati circa due anni da dove eravamo rimasti con Benvenuti al Sud. I nostri amici sono in crisi con le rispettive mogli. Silvia (Angela Finocchiaro) detesta Milano e accusa Alberto (Claudio Bisio) di pensare solo al lavoro e poco a lei. Così, per risvegliare l’amore, prende una seconda casa in montagna dove trascorrere romantici weekend. Peccato che Alberto abbia accettato di guidare un progetto pilota delle Poste che lo impegnerà per un anno, sabati compresi. Da venerdì 20 gennaio.

Occorrerà aspettare il 24 febbraio per Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone, storia di una convivenza tra esseri problematici. Un discografico (Verdone) che lancia una corista nel firmamento musicale; un critico musicale (Pierfrancesco Favino) che prende una sbandata per una giovanissima nel momento in cui la moglie patisce una depressione da post partum; e una sorta di gigolò per donne attempate (Marco Giallini) che ha l’idea della convivenza per dividere le spese.

Ancora poco si sa sul lavoro di Matteo Garrone, Big House. Alla sua prima uscita dopo Gomorra, il regista napoletano propone un film in chiave grottesca sulle vicende di un imprenditore che finisce irretito nella rete propagandistica di un reality show che gli cambierà vita e cervello.

In sala dal 9 marzo, Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, annunciato come un film che “parlerà dei massimi sistemi della vita con il tono della commedia“.

Rispetto all’anno appena andato, il 2012 dovrebbe trovare un ritorno massiccio del film di denuncia e d’impegno civile. Da Daniele Vicari con La Diaz sui fatti del G8 di Genova, a Marco Tullio Giordana con Il romanzo di una strage sulle bombe a Piazza Fontana, in uscita il 15 febbraio. Il regista de I cento passi e La meglio gioventù, affronta temi difficili come la morte di Giuseppe Pinelli e del commissario Luigi Calabresi. Sceneggiato con Stefano Rulli e Sandro Petraglia che hanno compiuto cinque anni di ricerche, Romanzo di una strage promette di raccontare quello che ad oggi non è stato ancora detto sui fatti del 12 dicembre del ’69 e su ciò che ne sortì.  Da Giordana ancora un film fondamentale su l’altra storia d’Italia?  Faranno molto discutere anche Michele Placido con Lo spione, co-poduzione francese sulle storture dei servizi segreti e Stefano Collima con ACAB, tratto dal libro/denuncia di Carlo Bonini che propone un duro ritratto di poliziotti in prima linea.

Per i grandi autori, impossibile non soffermarsi su Bernardo Bertolucci che solo da qualche giorno ha smesso le riprese di Io e te dal racconto di Niccolò Ammanniti (leggi articolo), e Gabriele Salvatores con L’educazione siberiana, dal romanzo di Nicolai Ilin (leggi articolo).

Curiosità per la produzione hollywoodiana di Gabriele Muccino che  per Playing the Field, film su sport e “smore” ha arruolato un cast setallere (Gerard Butler, Jessica Biel, Uma Thurman, Dennis Quaid, Ethan Hawke, Catherine Zeta-Jones) ma anche per Sergio Castellitto che ha scelto come sua musa Penelope Cruz per portare sullo schermo Venuto al mondo dalle pagine della moglie Margaret Mazzantini.

 

 

 

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