Grand Budapest Hotel, Wes Anderson è tornato

Arriva in sala giovedì10 aprile “Grand Budapest Hotel” l’attesissimo film di Wes Anderson, distribuito da Fox Searchlight Pictures in 200 copie, forte di un successo straordinario di pubblico e critica in tutti i paesi in cui è già uscito

Il film di Wes Andreson ha aperto l’ultimo Festival di Berlino e lo ha chiuso vincendo il Gran Premio della Giuria, si segnala per una critica favorevolissima e per un cast stellare  composto da Ralph Fiennes, Tony Revolori, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe, Jeff Goldblum, Harvey Keitel, Jude Law, Bill Murray, Edward Norton, Saoirse Ronan, Jason Schwartzman, Léa Seydoux, Tilda Swinton, Tom Wilkinson, Owen Wilson.

In una località termale subalpina, in un’Europa da operetta a cavallo delle due guerre mondiali, il leggendario portiere di un lussuoso albergo Gustave H (Ralph Fiennes) e il fattorino Zero Moustafa, si ritrovano coinvolti in una vicenda di furti, eredità milionarie, omicidi, onore, amicizia e amore. Il tutto solcato dalla comicità e da un movimento perpetuo, mentre il vecchio ordine cade a pezzi. E’ una storia decisamente intricata, giocata su molti livelli, e che salta attraverso differenti periodi di tempo, un’ennesima prova di abilità per il regista di culto.

Wes Anderson dice che il suo ottavo film nasce da un mix di ispirazioni, tra cui le commedie degli anni ’30 e le storie e memorie dello scrittore viennese Stefan Zweig.

Ho avuto un’idea insieme al mio amico Hugo (il co-soggettista Hugo Guinness ndr) . – ricorda – Ci era venuto in mente di creare un personaggio ispirato a un nostro comune amico, persona dall’eccezionale ed enorme fascino, con un rapporto unico e magnifico con le parole, dotato di uno sguardo molto speciale sulla vita, diverso da chiunque altro avessimo conosciuto. Successivamente pensai che avrei voluto fare un film europeo – ispirato in particolare da Stefan Zweig, scrittore che son giunto ad amare seriamente negli ultimi anni. Ci sono altre cose che stavo leggendo che potrebbero non sembrare connesse a questo film, come ‘Eichmann in Jerusalem’ di Hannah Arendt, che contiene un’analisi avvincente di come i vari Paesi europei si sono posti di fronte ai nazisti, e come tutto impazzì; e anche ‘Suite Française’ di Irène Némirovsky. Sono queste alcune delle cose da cui sono partito e che ho mescolato all’idea che Hugo e io avevamo avuto sul nostro amico. E questo, in un certo senso, è ciò che il film è”.

 

Anderson ha collocato la sua storia in una località termale di fantasia nell’immaginario stato alpino di Zubrowka, per il quale ha creato un’estetica visiva completa e una credibile storia mitteleuropea. Ha ritagliato il ruolo di Monsieur Gustave H attorno allo straordinario Ralph Fiennes (due volte candidato all’Oscar per Schindler’s list e Il paziente inglese) delineando un personaggio contraddittorio: “Gustave è insicuro, vanitoso e bisognoso, come dice nel copione, ma è anche una persona molto pignola con un’idea profondamente radicata: che il suo principale dovere sia prendersi cura degli altri”, osserva l’attore.

All’inizio di Grand Budapest Hotel, il Giovane Scrittore si trova a conversare con l’enigmatico Signor Moustafa, proprietario dell’albergo, che si prepara a raccontare la sua storia, come dal rango di giovane fattorino sia diventato il proprietario del Grand Budapest. La storia si sviluppa quindi come un gioco di scatole cinesi: il primo narratore, lo scrittore ( variamente interpretato da Tom Wilkinson e Jude Law ) passa il testimone a un secondo narratore , il signor Moustafa ( F. Murray Abraham , incarnato da giovane da Tony Revolori ) che a sua volta richiama la nostra attenzione al vero cuore della questione: il carismatico portiere, Gustave M. Già negli anni ’30, Gustave era stato l’attrazione principale dell’hotel, efficiente, cortese con tutti, galante con le donne . Il motore della storia è però la morte improvvisa e misteriosa dell’ottantaquattrenne contessa Céline Villeneuve Desgoffe und Taxis, detta Madame D (un’irriconoscibile Tilda Swinton, per lei cinque ore di trucco al giorno ) che lascia a Gustave un dipinto di valore inestimabile, la famiglia si rivolta dando vita ad un inseguirsi di eventi anche criminali.

A mettere in moto la guerra per mettere le mani sull’enorme fortuna di Madame D è il figlio Dmitri, il principale cattivo del film, spietato e comico, interpretato da Adrien Brody. Dmitri ha come scagnozzo Jopling, un malvivente in cappotto di pelle con tirapugni e stivali a tacco alto, interpretato da Willem Dafoe.

Nel ruolo del Deputato Vilmos Kovacs, l’avvocato che rappresenta le proprietà di Madame D, c’è Jeff Goldblum. Interessante come Goldblum evidenzi alcuni degli elementi culturali e politici in gioco nel film: “Monsieur Gustave è una rara e spettacolare luce di speranza e ispirazione – cortese, generoso e raffinato – in questo mondo nel quale i fascisti stanno arrivando al potere. Dmitri e la sua corte sono invece incamminati verso una via che li porta giù al fascismo, e questo è uno degli elementi che rafforza l’antagonismo tra lui e Monsieur Gustave. È un mondo in cui uno deve cominciare a prendere posizione; quando Madame D viene uccisa e scoppiano dissensi sul testamento e l’atmosfera è densa di avidità, il mio personaggio deve prendere una posizione”. Arricchisce la cerchia familiare della casa Desgoffe und Taxis il fidato maggiordomo di Madame D, Serge X, impersonato da Mathieu Amalric.

Quando per Gustave e Zero le cose cominciano a mettersi male, si trovano perseguitati dal capitano della Polizia Militare di Lutz, Albert Henckels (Edward Norton), e quando la Legge lo raggiunge, Gustave viene a trovarsi nel posto meno immaginabile per un uomo della sua sensibilità: il Campo di Internamento Criminale Check-point 19, malsana prigione medievale circondata da filo spinato e da un fossato pieno di coccodrilli. Fa presto amicizia con quattro reclusi e finisce al centro di un complesso piano di fuga da loro elaborato. Cervello del piano è Ludwig, detenuto calvo e tatuato particolarmente duro, interpretato da Harvey Keitel.

In fuga dopo l’evasione, Gustave realizza che gli rimane solo un posto cui rivolgersi: la Società delle Chiavi Incrociate, una grande confraternita clandestina di concierge che lavorano nei migliori alberghi di tutto il mondo. In una delle sequenze meglio coreografate del film, Bill Murray, Bob Balaban, Fisher Stevens, Waris Ahluwalia e Wally Wolodarsky interpretano i ruoli dei concierge venuti in aiuto di Gustave. L’irrompere della guerra distrugge quest’età romantica. Appena la guerra arriva in Zubrowka, le forze dell’Alto Comando stabiliscono la loro base al Grand Budapest. Monsieur Chuck, interpretato da Owen Wilson, subentra come concierge militare in questo periodo. Quando  in anni successivi rivisitiamo l’albergo, che rischia di essere demolito, troviamo Monsieur Jean al banco di concierge…

 

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