Dallas Buyers Club, sei nomination e una storia straordinaria: oggi in sala

Arriva stasera nelle sale Dallas Buyers Club, il film diretto da Jean-Marc Vallèe che ha ottenuto sei nomination agli 86mi premi Oscar, porta in scena eroi non convenzionali, il mostro dell’Aids e il sogno di terapie non ufficiali. Ambientato nel 1986, è ispirato a una vicenda vera e terribilmente attuale

Che Matthew McConaughey meriti l’Oscar come miglior attore per la sua interpretazione dell’elettricista Ron Woodroof in Dallas Buyers Club, è un fatto che vede concorde larghissima parte della critica. Oscar che solo il “Lupo di Wall StreetLeonardo Di Caprio potrebbe portargli via. O al massimo Chiwetel Ejiofor, altro splendido attore, protagonista di 12 anni schiavo, di Steve McQueen. Oscar o non Oscar occorreva l’intensità di un grande attore per portare sullo schermo la storia maledetta di Ron, il cowboy texano dall’esistenza senza regole. L’abuso di alcol, droga e sesso sono la sua normalità, ma ben presto tutto cambia: scopre di essere sieropositivo e di avere, a detta dei medici, un mese di vita. L’inaccettabile gli pervade la mente, smette di prendere i farmaci prescritti dall’ospedale e si lancia in una terapia alternativa. E’ efficace. Sulla spinta dei buoni risultati Ron dà così vita ad un vero e proprio traffico clandestino che si diffonde sempre di più, con l’opposizione delle industrie farmaceutiche. Ron inizia allora una nuova strenua battaglia per ottenere l’avallo scientifico alla terapia che gli ha allungato la vita.

 

 

Ron Woodroof morì per le complicazioni dovute all’AIDS nel settembre 1992. Erano passati sette anni da quando lo avevano dato per spacciato.

Un mese prima che morisse, lo sceneggiatore Craig Borten (che con Melisa Wallack è candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale) guidò da Los Angeles fino a Dallas, nello stato del Texas perché voleva andare a conoscerlo e raccontare poi la sua storia in un film. Ci sono voluti 20 anni per realizzare, infine, Dallas Buyers Club.

Borten aveva appreso la storia del cowboy da un amico e ne era rimasto affascinato. Ron scoprì di aver contratto l’HIV nel 1985, quando in America la crescente consapevolezza dell’AIDS era all’apice. Da oltre quattro anni la sindrome stava falcidiando la comunità gay, e quell’elettricista macho e donnaiolo era una delle milioni di persone che consideravano l’AIDS la “malattia dei gay”.

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A 35 anni, l’orgoglioso figlio del Texas si ritrovò allontanato ed emarginato da amici e colleghi. Stava morendo ed era praticamente al verde, ma determinato a sopravvivere. E contro ogni previsione, non solo continuò a vivere, ma ebbe la forza per aiutare e salvare altre vite. Nei sette anni che seguirono alla diagnosi, Ron si era trasformato in un’enciclopedia vivente di trattamenti antivirali, sperimentazioni farmacologiche, brevetti, sentenze giuridiche e norme della FDA. Lottava per i diritti dei pazienti, compreso il diritto di accesso a farmaci e trattamenti alternativi. Ma col tempo cresceva anche la sua solitudine. Questo cowboy omofobo e intollerante “finisce per trovarsi con i suoi più cari amici che gli voltano le spalle, poi si emancipa e impara cos’è l’amicizia vera, cosa significa. Quelli che lo accettano e lo sostengono sono i pazienti sieropositivi e i malati di AIDS, e sono quasi tutti gay – spiega lo sceneggiatore – Ecco una persona condannata a morte che rovescia la sua sentenza e fa delle scoperte. In questo percorso, cambia dentro di sé e aiuta altre persone. Chiunque smentisca ogni aspettativa attira la mia attenzione, ed è quello che ha fatto Ron. È diventato una persona migliore per questo».

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Nel 1985 l’AZT (azidotimidina) era l’unico farmaco antivirale a dare speranze nel trattamento dell’HIV e dell’AIDS. Eppure non era disponibile su larga scala: era usato solo con i pazienti che partecipavano alle sperimentazioni cliniche, o venduto sotto banco nel mercato nero in rapida ascesa. Poi, nel 1987, fu commercializzato come il più costoso farmaco mai venduto, oltre 10.000 dollari per una fornitura di un anno. I pazienti morivano ogni giorno. Le infezioni da HIV e le morti dovute all’AIDS crescevano in modo esponenziale anno dopo anno. Nel frattempo gli attivisti e i malati di AIDS come Ron spingevano per trattamenti alternativi e a un prezzo abbordabile, sollecitando l’approvazione più rapida da parte della FDA (la Federal Drugs Administration, l’ente che negli States controlla la diffusione dei farmaci) di decine di farmaci potenzialmente utili che non erano disponibili negli Stati Uniti. Ron si misurò con tutti per il diritto di controllare quello che avveniva all’interno del proprio corpo. Portò anche la FDA di fronte alla Corte Federale di San Francisco, accusandola di aver violato il nono emendamento della costituzione, sul diritto alla sanità mentale.

 

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Un film che solleva una quantità infinita di domande sulle libertà personali e la libertà di cura.

 

Argomento che in Italia, come la vicenda Stamina insegna, è fin troppo al centro del dibattito. Come ricorda Giovanni Maga dell’Istituto di genetica molecolare (Igm) del Cnr di Pavia su Almanacco della Scienza :”Il film deve ricordarci che nella realtà le cose non funzionano e, per fortuna, non posso funzionare in questo modo – spiega il ricercatore – Una presunta cura, per essere applicata a livello farmacologico e sanitario, deve superare diversi, rigorosi livelli di verifica e controllo, proprio a tutela degli ammalati. E questo deve valere a maggior ragione per le terapie che promettono panacee risolutive per le malattie più gravi, diffuse e contro le quali non esistono ancora cure approvate. Questo rigore è facile bersaglio di chi, in buona o malafede, fa perno sul dramma dei malati e delle loro famiglie. Ma la scienza ha il dovere di farsi garante della sicurezza ed efficacia dei protocolli sanitari e farmacologici, per difendere i pazienti dalle false promesse di ciarlatani e speculatori“. (g.m)

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La scheda del film

Titolo: Dallas Buyers Club

Regia: Jean-Marc Vallèe

Cast: Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner

Distribuzione: Good Films

Uscita in Italia: 30 gennaio 2014

 

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