Venezia 70, aspettando il gran finale

E stasera i verdetti, la 70ma Mostra del Cinema di Venezia andrà in archivio come un’edizione della “crisi”, in realtà ne rimpiangeremo la qualità

D’obbligo a questo punto della gara (le proiezioni dei film in concorso sono finite) addentrarsi nel toto-Leone, ecco dove sembrano andare le preferenze dei più (trattasi di voci, solo voci)

Jiaoyou (‘Cani randagi’) del maestro taiwanese Tsai Ming-liang, ha il vantaggio d’essere passato l’altro giorno, è tra i titoli più caldi (10 minuti di applausi).

Seguono: Philomena di Stephen Frears, con una strepitosa Judy Dinch; Tom a la ferme di Xavier Dolan; Kaze tachinu di Hayao Miyazaki ed entrambi i documentari in concorso, Sacro GRA di Gianfranco Rosi e The Unknown Known di Errol Morris. In zona premi anche Via Castellana Bandiera di Emma Dante e L’Intrepido di Gianni Amelio, film già premiato con la XIII edizione del Premio Fondazione Mimmo Rotella. “Gianni Amelio – ha detto il presidente della giuria, Mimmo Caloprestimerita il Premio Rotella perché è un grande artista da sempre impegnato a fare film che raccontano non solo com’è il mondo, ma come dovrebbe essere e come dovrebbe diventare. Amelio non ha paura di fare film importanti“.

 

Il GIORNO DI SCOLA

 

Alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è andato in scena il commosso omaggio di Ettore Scola (per lui il premio Jeager Le Coultre Glory to the Filmmaker) a Federico Fellini.

 

Un album pieno di foto, brani, foglietti, ricordi e frasi. – lo ha definito – Un album che rischiava di essere un po’ offuscato e andava ricolorito e di questo si sono occupate le mie figlie Silvia e Paola“. Che strano chiamarsi Federico – Scola racconta Fellini è un ritratto del grande cineasta, realizzato in occasione del ventennale della morte del regista Pioggia di applausi ed un carico di emozioni alla proiezione per la stampa

Tutti mi dite che vi siete commossi. Ma noi non credevamo proprio di avere fatto ‘Catene‘ – ha ironizzato il regista- anche perché non c’è niente da piangere. C’è da piangere quando si muore dimenticati ma non è il caso di Federico. Non si è mai pianto per la morte di Leopardi perché non mi risulta che sia morto. Così Fellini. E poi Federico si incazzerebbe da matti. Federico non fa piangere. Era una persona davvero divertente, sorridente, allegra e autoironica e questo spero venga fuori da questo film. Gliele hanno detto di tutti i colori -ha detto il regista- che era maschilista che era qualunquista. Federico era l’opposto, era la tenerezza. Il suo sguardo per le donne è pieno di tenerezza“.

 

A Venezia piovono premi, in attesa di questa sera, decine le statuine, le targhe, i riconoscimenti consegnati. E poi le sezioni collaterali e stasera…finalemnte la consegna dei Leoni e delle Coppe Volpi agli attori… vi aggiorneremo.

(a.d)

 

 

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