Uno sguardo sull’Italia che funziona

Crederci o non crederci? La misura della sconfitta non è la caduta, ma l’incapacità di rialzarsi.

E’ vero, viviamo in un’Italia molto più povera di qualche tempo fa, ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è vivere in un Paese con la schiena curva, la testa bassa, un Paese ripiegato sui propri guai, non solo moralmente depresso, ma incattivito, livoroso direi. Non è questa l’Italia che volevano i nostri genitori (o i nostri nonni), quelli che dalle macerie del dopoguerra hanno tirato su la sesta potenza economica mondiale.

 

Non sto costruendo il “santino” di una generazione, visto che di errori, nel passato, ne sono stati compiuti e molti (magari ne torneremo a parlare, perché vale la pena). Ma oggi, e sia detto senza retorica, abbiamo bisogno dei buoni esempi di quelle generazioni, di coloro che erano classe produttiva negli anni di piombo (e del piombo) e negli anni dei conflitti sociali più violenti, gli anni del terrorismo e della paura. Ne sono usciti, ne siamo usciti. Sono passati anni luce da quando l’Italia finiva sulle pagine dei giornali internazionali come una terra dilaniata, me la ricordo bene la copertina di Der Spiegel del 1977, quella della pistola posata sul piatto di spaghetti, e ancora mi fa male e ancora mi dà rabbia.

Allo stesso modo in cui mi dà rabbia la perduta credibilità di anni più recenti, il Paese di Dante e di Leonardo trattato all’estero come un palcoscenico per farse di quart’ordine. E non è necessario che faccia nomi o citi esempi, avete capito perfettamente. Ma anche da quella discesa agli inferi, pur lentamente, ci stiamo riprendendo. E oggi è il tempo di alzare la testa, che d’altronde è l’unico modo che conosca per guardare dove si va, o per non andare a sbattere, se preferite. Ri-partiamo, assieme, magari prendendo stimoli e spunti da quello che funziona, perché in Italia le cose che funzionano esistono, e allora prendiamo spunto da noi. Si può.

 

Facciamo un esempio, il settore tecnologico: qui con il nostro solito autolesionismo ci consideriamo gli ultimi. Certo, se guardiamo alla Silicon Valley non abbiamo troppo da essere contenti, e se guardiamo a quanto ammontano gli investimenti altrui nell’innovazione, anche qui abbiamo poco da gioire; e neppure possiamo essere troppo sereni se guardiamo allo sviluppo in questo settore in paesi come Israele o l’Estonia. Ma per un momento – ripeto – proviamo a guardare a noi, proviamo a ripartire dall’Italia, o meglio, dagli italiani. E allora penso ai “miei ragazzi” (mi permetto di chiamarli così anche se sono fior di professionisti) che ogni giorno, in un ufficio a Milano, lavorano con le idee e il mondo immateriale del Web rendendolo di una concretezza straordinaria.

 

Quando The Fool nacque, nel 2008, era poco di più di una scommessa, anche il mio socio, Matteo Flora, era poco più di un ragazzo, ma deciso, caparbio, certo delle proprie competenze. All’idea iniziale sono seguiti anni di lavoro e lavoro, solo lavoro e costi, nessun introito tanto per essere chiari; poi, nel 2011; The Fool ha cominciato a fatturare. Oggi vi lavorano 60 persone; 60 giovani, sono loro “i miei ragazzi”. Neo-laureati, età media 24 anni, spaziano quotidianamente in una vasta gamma di settori: dalla analisi della reputazione online alla tutela dei brand e dei contenuti della rete, sino alla consulenza forense per la gestione della reputazione sul Web…

 

Mi piace guardarli lavorare, mi stimola il loro sapersi confrontare con competenza con nomi altisonanti dell’imprenditoria italiana, aziende quotate e che fanno titolo sui quotidiani economici. A guardarli superficialmente sembrerebbero pazzi incoscienti e invece i ragazzi di The Fool sono l’esatto contrario dell’incoscienza, perché sono competenti, perché semplicemente “sanno”, e quello che non sanno sono disposti ad impararlo. E’ il confronto con gli altri che li riporta continuamente a scuola, li invita a una scoperta continua. Io so che lo fanno per sé, ed è giusto che singolarmente capitalizzino le loro esperienze, ma allo stesso modo lo fanno per l’azienda, imparano anche per The Fool. Ecco cosa intendevo dire prima: investire sull’Italia e sugli italiani conviene. Siamo nel 2014, oggi, dopo le lunghe festività, tutto riprende, pensiamoci.

 

(Massimo Giacomini)

TV

Anticipazioni Una Vita: quale sarà il destino di German?

German e Manuela sono morti, eppure anticipazioni spagnole fanno sperare in un ritorno della Manzano, cosa ne sarà invece del suo amato Medico?

Gossip

L’ultima esterna di Claudio e Mario: video

Claudio e Mario “paparazzati” da una fan nell’ultima esterna insieme a Napoli. L’esterna è stata registrata tre giorni fa, i due ragazzi erano nel capoluogo campano […]

TV

Il Segreto Anticipazioni Spagnole: Francisca ha ucciso Salvador Castro

Anticipazioni provenienti dalla Spagna scagionano Soledad, non è lei ad aver ucciso Salvador Castro…

Gossip

Nove mila euro alla Arcuri per accendere un albero di Natale

Sarà Manuela Arcuri la madrina per l’accensione dell’Albero di Natale a Salerno. Un evento tradizione che da il via ai festeggiamenti pubblici organizzati nella città ogni […]

Musica

Tiziano Ferro raddoppia i concerti a Roma e Milano

Il 2017 segnerà l’atteso ritorno live di Tiziano Ferro. Dopo il grande tour negli stadi italiani e nei palazzetti europei del 2015, Tiziano torna finalmente […]

Gossip

Uomini e donne, oggi la scelta di Claudio Sona!

L’attesa è finita. Oggi, Venerdì 2 Dicembre, si concluderà il trono gay di Uomini e Donne con la scelta di Claudio.  Scelta che sarà tra […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag