Renzi e il logorio dell’attesa

L’editoriale di Massimo Giacomini

Lo scenario politico condanna i cittadini ad un frustrante senso d’impotenza. Aspettare è la parola d’ordine di questi giorni perché ci vuole il tempo che ci vuole, ha detto Renzi riferendosi alla squadra di governo e intanto, all’uscita dalla consultazione con Napolitano, dettava il suo ruolino di marcia: entro febbraio la legge elettorale (con riforma costituzionale); a marzo provvedimenti radicali sull’occupazione; ad aprile riforma della Pubblica Amministrazione e a maggio riforma fiscale. Impeccabile.

Tra il crederci e il non crederci c’è di mezzo l’esperienza di passate stagioni e l’imperscrutabilità della politica italiana, dove solo poco più di una settimana fa lo scenario odierno sarebbe apparso fantapolitico. E invece sappiamo cosa è accaduto, ed è inutile ritornarvi. Dunque, ogni tipo di analisi in questo Paese corre il rischio d’essere smentita nel giro di qualche ora dall’elemento inatteso, ne tengo conto mentre provo a mettere qualche bandierina sulla carta geografica dell’emergenza politica, consapevole che il vento dell’incognita potrà spazzarle via da un momento all’altro.

 

Matteo Renzi per governare e mettere in atto quella “radicale” trasformazione che ha annunciato, ha assoluto bisogno di avere al suo fianco il suo partito e come fedeli alleati Angelino Alfano col Nuovo Centro Destra. Dando per buona l’ipotesi che il PD non decida a cose ormai fatte di scindersi, il sostegno è certo. E ottimi margini di sicurezza li offre anche Alfano, reduce delle querelle con Berlusconi. Buon senso vorrebbe che l’ex delfino del cavaliere intenda affermare il suo partito come forza politica di una destra europea, moderna, non fascista e senza guinzagli (e Berlusconi è un guinzaglio imbarazzante). Per questo progetto ha bisogno di tempo, o per essere più precisi, ha bisogno che il tempo lavori per lui. E i quattro anni di governo con Renzi sarebbero una magnifica zona di salvaguardia. Intanto proverebbe a far pesare le proprie posizioni; si appellerebbe al senso di responsabilità – quando obbligato a votare provvedimenti obtorto collo – e si farebbe merito degli obiettivi raggiunti scaricando sulle forze maggioritarie del governo le responsabilità di provvedimenti poco popolari. Tutto questo mentre lascerebbe logorare l’amico di un tempo in un’opposizione destinata, anno dopo anno, a farsi sempre più debole. Soprattutto se l’Italia, come ciascuno si augura, riuscisse intanto a imboccare la via della ripresa. Una ripresa che, è bene rimarcarlo, non avrà nulla di miracoloso ma che ci sarà.

 

Il buon senso ha piazzato le bandierine. Se i giochi politici fossero sempre chiari, le cose andrebbero più o meno così. E diciamo pure che così andranno, ma non a lungo e certamente non per quattro anni. Berlusconi ha bisogno di un po’ di tempo per risolvere i suoi guai giudiziari, non che questi lo abbiano mai bloccato nell’azione politica (neppure la condanna ci è riuscita) ma al momento ha tutto il vantaggio a starsene fuori dai giochi. Non può tuttavia consentire ad Alfano di crescere troppo, pena nuove emorragie da Forza Italia, dunque tempo qualche mese e potrebbe cominciare a lavorare per la caduta del governo.

Anche una buona parte del PD patisce l’autoincoronazione di Renzi, ma al momento ogni mossa contraria potrebbe portare a una scissione e, di fatto, alla scomparsa di una sinistra numericamente significativa nel Paese. Alfano, come anticipato, avrebbe tutto l’interesse a far durare il governo, ma a un patto: che sia popolare. Se le riforme dovessero impantanarsi e l’azione essere meno efficace del previsto, Angelino potrebbe trovare conveniente – per non estinguersi –  tornare sotto l’ala protettrice dell’ex capo. Come ha fatto Casini solo qualche settimana fa.

In tutto questo c’è di mezzo l’Italia e ci sono i problemi della gente. E nell’attesa di qualcosa di buono, possiamo solo augurarci che il governo Renzi riesca, nei tempi promessi, a mettere assieme quattro o cinque provvedimenti d’efficacia immediata. Lo dobbiamo sperare, punto. E’ spiacevole sentire il senso d’impotenza crescere, ma che non ci serva come alibi a fare nulla. Perché i primi responsabili delle nostre sorti siamo noi.    (Massimo Giacomini)

TV

Anticipazioni Una Vita: quale sarà il destino di German?

German e Manuela sono morti, eppure anticipazioni spagnole fanno sperare in un ritorno della Manzano, cosa ne sarà invece del suo amato Medico?

Gossip

L’ultima esterna di Claudio e Mario: video

Claudio e Mario “paparazzati” da una fan nell’ultima esterna insieme a Napoli. L’esterna è stata registrata tre giorni fa, i due ragazzi erano nel capoluogo campano […]

TV

Il Segreto Anticipazioni Spagnole: Francisca ha ucciso Salvador Castro

Anticipazioni provenienti dalla Spagna scagionano Soledad, non è lei ad aver ucciso Salvador Castro…

Gossip

Nove mila euro alla Arcuri per accendere un albero di Natale

Sarà Manuela Arcuri la madrina per l’accensione dell’Albero di Natale a Salerno. Un evento tradizione che da il via ai festeggiamenti pubblici organizzati nella città ogni […]

Musica

Tiziano Ferro raddoppia i concerti a Roma e Milano

Il 2017 segnerà l’atteso ritorno live di Tiziano Ferro. Dopo il grande tour negli stadi italiani e nei palazzetti europei del 2015, Tiziano torna finalmente […]

Gossip

Uomini e donne, oggi la scelta di Claudio Sona!

L’attesa è finita. Oggi, Venerdì 2 Dicembre, si concluderà il trono gay di Uomini e Donne con la scelta di Claudio.  Scelta che sarà tra […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag