Quando Milano era la Capitale del calcio

I trionfi di Milan ed Inter nei favolosi anni ‘60

Erano i mitici anni Sessanta, gli anni del boom economico, della rinascita italiana che crebbe a ritmi vertiginosi (una sorta di Cina dell’epoca), e che fruttò un rinnovato e pressoché sconosciuto benessere. Ma erano anche gli anni in cui Milano si impose in Europa e nel mondo come la capitale del calcio. La grande Inter di “Sarti, Burgnich, Facchetti ..” targata Helenio Herrera, e l’altrettanto grande Milan di “Cudicini, Anquilletti, Schnellinger ..” guidato dal Paròn Nereo Rocco, sono celebrate nella mostra a Palazzo Reale che espone i cimeli storici di due squadre che hanno contribuito a forgiare l’immagine vincente dell’Italia dell’epoca e soprattutto della città di Milano.

Se negli anni ‘50 era stata Torino, con le imprese della squadra granata, la città simbolo della risurrezione dell’Italia dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, un decennio dopo il testimone passò a Milano, che con le sue formazioni riuscì a conquistare 5 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Intercontinentali, e una Coppa delle Coppe.

I record di Milan ed Inter si susseguirono con impressionante rapidità, in un crescendo continuo.

I rossoneri sono stati la prima squadra italiana a conquistare la Coppa dei Campioni, il 22 maggio 1963, nel tempio del calcio mondiale, lo stadio londinese di Wembley battendo per 2-1 il Benfica di Eusebio con doppietta di Josè Altafini, il centravanti brasiliano che visse da oriundo un’esperienza sfortunata con la Nazionale azzurra l’anno precedente i Mondiali in Cile. Nell’autunno dello stesso anno, solo lo scandaloso arbitraggio dell’argentino Brozzi (che si scoprì poi essere stato corrotto) impedì al Milan di conquistare la Coppa Intercontinentale nella doppia sfida contro i brasiliani del Santos, la squadra di Pelé.

L’Inter si impose in Europa nelle due edizioni successive (1964 e 1965), contro il Real Madrid a Vienna, e ancora il Benfica nella prima storica finale europea disputata a San Siro, confermandosi anche a livello mondiale battendo in entrambe le finali intercontinentali gli argentini dell’Independiente.

Sandro Mazzola, figlio di Valentino, il capitano del Grande Torino, era il simbolo di quell’Inter che nella semifinale di Coppa del 1965 riuscì nell’impresa di eliminare il Liverpool a Milano, dopo essere stata sconfitta per 3-1 in Inghilterra. In quell’occasione il tecnico inglese, dando per scontato il passaggio in finale dopo la vittoria dell’andata, chiese ad Herrera informazioni sul Benfica. Il “Mago” s’infuriò e diede la spinta decisiva alla sua squadra che ribaltò la situazione nel ritorno. Un successo celebrato dalle note di “When the Saints go marching in”, il vinile che lo stesso Mazzola prestò allo speaker di San Siro e che non gli venne mai restituito.

Il ciclo della Grande Inter di Angelo Moratti e di Herrera si esaurì nel 1967, con la sconfitta nella finale di Coppa Campioni a Lisbona contro gli scozzesi del Celtic Glasgow.

Il Milan di Rocco e dell’abatino Gianni Rivera si ripeté nel 1968, conquistando la Coppa delle Coppe contro i tedeschi dell’Amburgo, e soprattutto nel 1969 vincendo la seconda Coppa dei Campioni a Madrid, travolgendo per 4-1 l’Ajax dell’astro nascente Johann Cruyff, con una tripletta di Pierino Prati, finora l’unico giocatore italiano a realizzare questo record.

Sempre nel 1969 arrivò infine anche il primo successo mondiale per i rossoneri, vincitori in Coppa Intercontinentale sulla squadra argentina dell’Estudiantes, che dopo la sconfitta patita a Milano per 3-0, trasformò il ritorno a Buenos Aires in un’autentica corrida, massacrando di calci e pugni i giocatori milanisti. L’immagine più eloquente di quella drammatica finale fu il volto tumefatto di Nestor Combin, argentino del Milan (e perciò considerato una sorta di traditore), addirittura arrestato e poi rilasciato su cauzione a fine gara, perché in patria non aveva svolto il servizio militare.

Quell’anno di grazia che chiuse il decennio d’oro della Milano calcistica fu coronato dalla conquista del Pallone d’Oro da parte Gianni Rivera, il capitano di quel Milan euro-mondiale, primo italiano a vincere il prestigioso riconoscimento.

Tanti anni sono passati da allora, ma il ricordo delle gesta rossoneroazzurre è ancora vivo e forte, anche grazie ai cimeli e alle testimonianze di quell’epoca aurea del calcio milanese esposte a Palazzo Reale. Il luogo ideale per rendere il dovuto omaggio a due squadre “regine” della storia del calcio italiano. (m.t)

P_Mostra_Milan_Inter

Gossip

Uomini e donne: Sonia Lorenzini è la nuova tronista

L’ex corteggiatrice di Claudio D’Angelo, sale sul trono: è Sonia Lorenzini la nuova tronista ! La bella 27 anni di Mantova, chiuso definitivamente il capitolo Claudio, è […]

Gossip

Uomini e donne, oggi la scelta finale di Claudio D’Angelo: il tronista ritorna in trasmissione.

Colpo di scena a Uomini e Donne, il tronista Claudio D’Angelo che nell’ultima puntata aveva annunciato di voler abbandonare il programma, è tornato nella trasmissione con […]

Gossip

Bufera su Jennifer Lawrence: “Mi sono grattata il sedere su alcune rocce sacre”, video

L’attrice Jennifer Lawrence,  ospite nel programma britannico al “The Graham Norton Show”, racconta di un prurito inarrestabile al sedere, placato da una grattata su alcune rocce […]

Film

Riccardo e la dedica a Camilla su Instagram: “Questo cielo è per te”

“…Ti dedico il cielo sopra Roma…” Questa la dedica dell’ex tronista Riccardo Gismondi a Camilla Mangiapelo sul profilo ufficiale Instagram dell’ex tronista. Al momento i due ragazzi […]

TV

Bake Off Italia presenta una Celebrity Edition

Stasera, 9 dicembre 2016, Real Time presenta una speciale puntata con tanti protagonisti Vip.

Film

Gli attori pagati troppo del 2016: in testa per il secondo anno consecutivo Johnny Depp

Come ogni anno, il magazine Forbes ha stilato la lista degli attori meno redditizi del cinema. Al primo posto, ancora una volta, Johnny Depp. La […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tag